sabato 8 Agosto 2026

La montagna che rischia di rimanere senza giustizia: l’allarme rossissimo dei sindacati

A Belluno scoperture di personale dal 50 all'80%. Manca anche un cancelliere per aprire le buste telematiche. Cgil-Cisl-Uil: se non si risolve, qui si blocca tutto.

BELLUNO- Manca davvero poco perchè il sistema vada in tilt: a Belluno manca così tanto personale in Procura, in Tribunale, all’Unep, all’Ufficio del Giudice di pace e in carcere che, se non succede qualcosa, si “rischia ormai di compromettere irreversibilmente il corretto funzionamento dei presidi di giustizia in provincia di Belluno”. E’ l’allarme rossissimo di Cgil-Cisl-Uil: un sos per la “grave situazione” in cui versano “da anni”. Urgono “soluzioni concrete e risolutive”.

ECCO TUTTE LE FIGURE CHE MANCANO

I numeri dicono che in Procura manca il 47% del personale: ci sono 14 lavoratori su 26 previsti; in Tribunale sono 22 su ai 45; all’Unep sei su 15 (in particolare mancano cinque funzionari dei 7 previsti, un ufficiale giudiziario sui quattro previsti e due assistenti su quattro), quindi on una scopertura del 60%. Nell’Ufficio del Giudice di pace va anche peggio: scopertura è dell’80%, c’è una sola figura amministrativa, contro le cinque previste. In carcere lavorano sei persone su un organico di 16 (carenza del 63%). E se la nomina della nuova presidente del Tribunale, Silvia Ferrari, ha consentito la riattivazione della Sezione Lavoro -“rimasta ferma per mesi”- e la ripresa dell’attività del settore fallimentare, resta “quadro critico legato alla grave insufficienza di organico”. I sindacati temono la “paralisi del sistema giudiziario provinciale, già indebolito dalla chiusura della sede distaccata del Tribunale di Pieve di Cadore e di quelle del Giudice di Pace a Feltre e Cortina, in un contesto dove la carenza di servizi e le difficoltà di mobilità aggravano ulteriormente la situazione”. E dunque parte l’Sos mentre alla Camera si discute un emendamento al ddl Montagna che prevede misure per favorire la mobilità del personale verso i presidi delle aree disagiate e chiedono cghe si vada in questa direzione.

MANCA UN CANCELLIERE CHE APRA LE BUSTE TELEMATICE, MILLE PRATICHE INEVASE

“I bellunesi sembra possano attendere anche per quanto riguarda la giustizia- dichiara Denise Casanova, segretaria della Cgil di Belluno- per chi si rivolge al Giudice di pace manca un cancelliere abilitato ad aprire le buste telematiche dal portale del ministero. Da un ultimo rilevamento ci sono quasi un migliaio di pratiche inevase, ma il numero potrebbe essere anche più grande perché nel frattempo gli avvocati continuano ad inoltrare i procedimenti. Significa che i tempi per avere giustizia rispetto ad incidenti stradali, infortuni, tutto ciò che riguarda il codice della strada per risarcimenti del danno, ma anche per piccoli crediti aziendali fino a 10.000 euro, rischiano di essere procrastinati anche di anni. Il paradosso è che per risolvere la questione non è necessaria una figura professionale specifica, basterebbe un prestito fra amministrazioni pubbliche previa formazione del dipendente. È un problema che può e deve essere risolto”. La carenza di organico, continua Francesco Orrù, segretario Cisl Belluno Treviso, è “allarmante: la perdurante e crescente scopertura del personale amministrativo sta compromettendo in maniera irreversibile produttività e efficacia dell’attività giudiziaria”. E quindi si chiede che prefetto, enti locali e associazioni di categoria uniscano le forze per risolvere.

“LA GIUSTIZIA È UN DIRITTO CHE DEVE ESSERE GARANTITO, ANCHE IN MONTAGNA”

Rimarca Sonia Bridda, coordinatrice Uil Veneto Belluno: è “inaccettabile che una funzione pubblica così essenziale, quale la giustizia, sia messa in seria difficoltà dalla carenza strutturale di personale. Non si può pensare che in una provincia già fragile sotto il profilo dei servizi e della viabilità si aggiunga ora il rallentamento delle attività giudiziarie”. Belluno va riconosciuta “sede disagiata, affinché sia più semplice l’assegnazione di nuovo personale. La giustizia dev’essere un diritto garantito, anche in montagna”.

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