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Milano, le liste del centrodestra iniziano a comporsi: l’ex ghisa Barbato con la Lega

Dopo la scelta del candidato sindaco Bernardo, nel centrodestra è ora di ragionare sulle liste: Salvini guiderà quella della Lega per evitare il sorpasso di Fdi, che punta su Feltri e i candidati civici. Forza Italia non schiererà Berlusconi
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Di Nicolò Rubeis

MILANO – Scelto il candidato con l’incoronazione del pediatra Luca Bernardo, per il centrodestra milanese è tempo di definire le liste. Ci saranno sicuramente delle new entry significative: su tutte, come ricostruito dalla ‘Dire’, l’ingresso nella Lega dell’allora comandante della Polizia locale cittadina, Antonio Barbato. L’ex ghisa fu allontanato dal sindaco Giuseppe Sala nell’agosto 2017, dopo esser finito sotto la lente d’ingrandimento della procura (seppur non da indagato) per i presunti rapporti con il sindacalista Domenico Palmieri, considerato intermediario in affari di personalità vicine al clan mafioso dei Laudani: Barbato risultò infine estraneo ai fatti.

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SALVINI CAPOLISTA DELLA LEGA PER EVITARE IL SORPASSO DI MELONI

Ad ogni modo, in città c’è grande fibrillazione, e all’orizzonte si prospetta una serrata competizione interna al centrodestra. I sondaggi infatti vedono appaiati la Lega e Fratelli d’Italia (con il Carroccio leggermente avanti), mentre Forza Italia appare più staccata. Il numero uno del Carroccio Matteo Salvini sa bene che non può permettersi il sorpasso da parte di Fratelli d’Italia nella ‘sua’ Milano e così si prepara a schierare sul fronte tutta l’artiglieria pesante. Innanzitutto, sarà proprio il segretario della Lega a fare da capolista, coadiuvato dai consiglieri regionali Gianmarco Senna e Max Bastoni e da quelli comunali Gabriele Abbiati e Laura Molteni. Spazio poi alla società civile con la candidatura in lista di Simona Amore, già presidente del Lions Club Milano Brera. Promossi dai Municipi invece Samuele Piscina (presidente leghista del Municipio 2) e Terry Schiavo (consigliera al Municipio 4), volto noto della tv degli anni ’90. Dovrebbero esserci anche il giovane Alessandro Verri e Pietro Marrapodi (consigliere Municipio 3).


Resta da capire che partita giocheranno coloro che sono stati vicini, in questi mesi, alla candidatura a sindaco. Rasia Dal Polo (insieme probabilmente all’attuale presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca), domani vedrà Salvini per discuterne. Il comunicatore del Gruppo Pellegrini era stato tra i primi a rendersi disponibile per un’eventuale corsa a sindaco, e tra le file della Lega assicurano che gli verrà riconosciuto senz’altro un ruolo di primo piano. Tuttavia sia Rasia e sia Racca, insieme ad altri nomi sondati dal Carroccio in questi mesi, potrebbero entrare a far parte della squadra nella seconda fase, specie se, qualora Bernardo dovesse vincere, ci sarà da definire la giunta.

FDI PUNTA SU FELTRI E I CANDIDATI CIVICI

Fratelli d’Italia invece un ‘colpaccio’ lo ha già piazzato, assicurandosi come capolista il direttore editoriale di Libero Vittorio Feltri. In lista poi, ci saranno il colonnello dell’esercito Mauro Arnó, per molti anni a capo del Distretto militare di Milano, Andrea Sacchi di muoverMi, l’avvocato Chiara Valcepina in rappresentanza degli ordini professionali e la giornalista Grazia Di Maggio. Ancora non è chiaro se avrà un ruolo il docente della Bocconi Maurizio Dallocchio, da sempre spalleggiato dalla compagine di Meloni come potenziale candidato sindaco. “Il 30% della lista – spiega alla ‘Dire’ il capogruppo di Fdi a Palazzo Marino Andrea Mascaretti – sarà preso dalla società civile. E poi le donne avranno una forte rappresentanza”. Faranno il ‘grande salto’ anche i consiglieri Riccardo Truppo (Municipio 2, componente del direttivo del distretto unico del commercio di Isola e della commissione mobilità di Aci Milano) e Francesco Rocca (Municipio 4). Con tutta probabilità invece, in lista non ci sarà il coordinatore su Milano di Fdi Stefano Maullu.

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FORZA ITALIA NON SCHIERA I BERLUSCONI

E Forza Italia? Gli azzurri hanno bisogno di recuperare terreno (i sondaggi li vedono intorno all’8%, staccati dai compagni di coalizione) e non è escluso che possano estrarre qualche nome pesante dal cilindro. Il capolista, per ragioni di salute, non sarà Silvio Berlusconi, e molto probabilmente neanche suo fratello Paolo, un ‘rumor’ che sta correndo in queste ore tra le file di Fi, ma che al momento non trova riscontri ufficiali. In passato si era parlato dell’editrice Federica Olivares (proposta dagli azzurri anche come anti-Sala), che potrebbe comunque far parte della squadra, insieme magari agli altri profili sondati in questi mesi (come il presidente della Camera di Commercio americana in Italia Simone Crolla o l’avvocato Luigi Santa Maria). Per il resto, ci saranno senz’altro il capogruppo meneghino Fabrizio De Pasquale e il consigliere comunale Alessandro De Chirico. Dovrebbe essere della partita anche Gianluca Comazzi. Promosso in lista il presidente del Municipio 7 Marco Bestetti.

Tra le new entry potrebbero esserci il responsabile del servizio di Oftalmologia Genereale del San Raffaele di Milano Francesco Loperfido e il dirigente di Confcommercio Simonpaolo Buongiardino: “Non ho dato conferma ancora, anche se sono stato richiesto – spiega quest’ultimo alla ‘Dire’ – sto alle regole di Confcommercio (piuttosto stringenti sul tesseramento politico degli associati, ndr) visto che ci sono dentro da 35 anni”. Certo è “che ho a cuore le sorti di Milano”, e con l’esperienza maturata “mi piacerebbe continuare a dare un supporto” alla città, anche se “non credo attraverso il Consiglio comunale”. In ogni caso “ci sono delle scelte di questa amministrazione, soprattutto in termini di mobilità – prosegue Buongiardino – che non ho condiviso”. Le ciclabili, per esempio, “non devono interferire con lo sviluppo della città”.

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I DUBBI SU LUPI E ALBERTINI

C’è poi la compagine centrista di Maurizio Lupi, l’uomo più discusso degli ultimi mesi, da tempo immemore indicato da Berlusconi come il candidato ideale, prima che la coalizione accettasse la strada del profilo civico tracciata dalla Lega. Non è ancora chiaro se la lista porterà il nome di ‘Milano Popolare’ (esperienza politica avviata alle comunali del 2016 quando il candidato era Stefano Parisi), la sigla ‘Noi con l’Italia’, o entrambi gli appellativi. Sembra invece sfumare la lista di Gabriele Albertini, anche se qualcuno è convinto che alla fine, nonostante sia apparso ieri molto seccato dalla situazione, una mano la darà anche l’ex sindaco meneghino. Di sicuro, durante il vertice, la coalizione ha deciso di indicare solo il profilo del candidato: per la squadra, poi, ci sarà tempo. Anche perché, come commenta un partecipante al tavolo di ieri, “se scegli prima a tavolino tutte le caselle della giunta – osserva – il rischio è che poi rimanga troppo poco spazio per i partiti”.

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