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Non solo Ddl Zan, ora il Centrosinistra ‘spinge’ legge eutanasia ma il Centrodestra insorge

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L'editoriale di Nico Perrone per Dire Oggi
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ROMA – Non solo il Ddl Zan contro l’omotransfobia, che il 13 luglio arriverà nell’Aula al Senato per l’approvazione tra mille proteste e tentativi del Centrodestra per affossarlo. Presto tra Centrosinistra e avversari sarà guerra anche sulla legge sull’eutanasia. Le Commissioni Giustizia e Affari Sociali della Camera dei Deputati hanno approvato il testo base senza i voti del centrodestra. La Lega di Matteo Salvini è subito insorta contro la “prevaricazione dei presidenti del M5S”. Soddisfatta l’associazione Coscioni: “Finalmente il Parlamento batte un colpo”.

“Abbiamo un buon testo che chiarisce perplessità e appiana differenze. Invitiamo le forze politiche che non lo hanno votato a ripensarci, andando incontro alle drammatiche richieste di coloro che sono malati senza alcuna speranza e che rifiutano una vita di sofferenze” affermano Mario Perantoni e Marialucia Lorefice, presidenti delle commissioni Giustizia e Affari sociali, deputati M5S, in merito al testo di legge che disciplina la facoltà della persona affetta da una patologia irreversibile o con prognosi infausta di porre fine volontariamente ed autonomamente alla propria vita, alle condizioni, nei limiti e con i presupposti disciplinati dalla legge stessa. Il punto centrale del testo riguarda la definizione di morte volontaria medicalmente assistita, con la quale si intende “il decesso volontario, dignitoso, consapevole ed autonomo, con il supporto e la supervisione del Servizio Sanitario Nazionale“. La persona che richiede di accedere al percorso individuato deve essere affetta da una patologia irreversibile o a prognosi infausta oppure da una condizione clinica irreversibile; tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale; assistita dalla rete di cure palliative, o che abbia espressamente rifiutato tale percorso assistenziale.
Fondamentale l’articolo 7 della legge perché modifica gli articoli 580 e 593 del codice penale, “escludendo la loro applicazione al medico e al personale sanitario e amministrativo che abbiano dato corso alla procedura di morte volontaria medicalmente assistita nonché a tutti coloro che abbiano agevolato in qualsiasi modo la persona malata ad attivare, istruire e portare a termine la predetta procedura, qualora essa sia eseguita nel rispetto delle disposizioni di cui alla presente legge che è retroattiva e riguarda anche coloro che siano stati condannati per aver agevolato in qualsiasi modo la morte volontaria medicalmente assistita di una persona prima della entrata in vigore della legge”.
La nuova legge sull’eutanasia in discussione alla Camera, e presto in arrivo anche in Senato, protesta con forza la senatrice dell’Udc, Paola Binetti, “vuole definitivamente completare quanto già avviato con la legge sulle DAT. Diventano quindi nuovi diritti individuali la possibilità di stabilire il proprio sesso, e registralo all’anagrafe senza alcuna altra documentazione che la propria auto-definizione, e il diritto a togliersi la vita quando e come si vuole, senza conseguenze per chi faciliterà questo vero e proprio suicidio assistito. Il capovolgimento di valori, principi, riferimenti alla realtà e alla relazione di cura, saranno archiviati una volta per tutte in base alla nuova legge del ‘fai da te’, vincolata solo dal proprio desiderio”.

Non è d’accordo il presidente Perantoni: “Il testo base è una garanzia nei confronti di diverse sensibilità politiche, non vedo alcun argomento che ne impedisca l’iter e sono convinto che la maggioranza che lo ha votato proseguirà questo lavoro difficile ma gratificante, sentendosi a fianco di coloro che soffrono”. Il grillino poi attacca direttamente il leader della Lega: “Certamente è triste sentire Matteo Salvini minacciare la stabilità del Governo lucrando sulle sofferenze altrui, nel totale silenzio dei ministri leghisti”.

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