venerdì 17 Luglio 2026

In montagna per fare un’impresa: così si ispira l’idea di lavorare nelle terre alte

In cammino con accompagnatori di media montagna per ascoltare come si costruisce una professione, incontro sui beni del Fai e testimonianze dai rifugisti.

MILANO – Per parlare di turismo in montagna e di come “valorizzare il territorio diventa una professione” non si starà fermi. Prima ci si incamminerà verso il Belvedere dei Piani Resinelli con la sua passerella panoramica su Lecco e i suoi laghi. Poi, lungo il cammino, si ascolteranno racconti di chi è già accompagnatore di media montagna approfondendo percorso formativo, intreccio di competenze tra corsi di studio ed esperienze pratiche. Quindi, pausa pranzo e nel primo pomeriggio un laboratorio per riflettere insieme su come scoprire e valorizzare le proprie risorse e su quali competenze servono per dare forma alla propria professione in montagna. Funziona così il Lecco Talent Lab che il 9 giugno vedrà il secondo incontro di formazione gratuita ed orientamento per i giovani tra i 18 e i 35 anni, in cammino verso il Belvedere.

UN PROGETTO PER FAR SCOPRIRE A STUDENTI (E NON SOLO) IDEE DI IMPRESE DI MONTAGNA

Il percorso è promosso dal Comune di Lecco insieme ai Comuni di Abbadia Lariana e Mandello del Lario, in collaborazione con la Camera di commercio Como-Lecco. Tema di questo secondo secondo incontro è appunto “Turismo in montagna: quando valorizzare il territorio diventa una professione” con relatori Maddalena Brivio e Paolo Guarisco, Accompagnatori di media montagna del Collegio guide alpine della Lombardia. Il percorso formativo è dedicato a chi desidera avvicinarsi al mondo dell’imprenditorialità giovanile, con particolare attenzione al territorio del Pian dei Resinelli. Tre gli incontri gratuiti di formazione e orientamento, accompagnati da due esperienze sul campo, per far scoprire da vicino esempi concreti di impresa legata al territorio montano a studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori, studenti universitari, giovani disoccupati o in cerca di nuove opportunità lavorative.
“Un’occasione unica per chi è interessato a costruire il proprio futuro professionale nei contesti montani e naturalistici”, dicono gli organizzatori: l’iniziativa, infatti, “mira a mostrare come possano nascere idee imprenditoriali sostenibili in montagna, attraverso testimonianze dirette di chi ha scelto di vivere e lavorare sul territorio, trasformando una passione in professione”.

ULTIMO FOCUS SUI BENI DEL FAI E POI INCONTRO-TESTIMONIANZA IN RIFUGIO

Ogni incontro è a numero chiuso, prevedendo un massimo di 15 partecipanti. E l’ultimo appuntamento si terrà sabato 13 giugno su “La Cultura in montagna – I beni del Fai nei luoghi montani del nord Italia” con Giuliano Galli del Fai- Fondo per l’Ambiente Italiano e un approfondimento sulla gestione sostenibile e valorizzazione di beni culturali e naturalistici. Il percorso include anche due uscite ‘sul campo’: una è stata quella di sabato 20 maggio al Mulino Gervasoni, Bene del Fai (Baresi, frazione di Roncobello – Bergamo) e l’altro sarà mercoledì 24 giugno: una qattività al il Rifugio Ariaal, all’Alpe Ariale, gestito da tre giovani ragazzi, che racconteranno la loro esperienza e le loro scelte.

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