Filippine, ‘guerra alla droga’: Onu mette Duterte sotto inchiesta

Secondo i legali, il presidente avrebbe "pubblicamenteincoraggiato" gli agenti a ricorrere "alla violenza contro ipresunti trafficanti di droga".
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ROMA – Un gruppo di 11 esperti ha chiesto all’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite di avviare un’inchiesta “indipendente” contro il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte.

All’origine dell’iniziativa la denuncia di “uno sconcertante numero di morti e di uccisioni da parte di agenti di polizia nell’ambito della ‘guerra alla droga’”.
Secondo i legali, il presidente avrebbe “pubblicamente incoraggiato” gli agenti a ricorrere “alla violenza contro i presunti trafficanti di droga”. Nell’appello congiunto, si denunciano inoltre “intimidazioni” da parte del capo dello Stato contro i giudici della Corte suprema e attivisti per i diritti umani, nonche’ espressioni offensive contro le donne.

Secondo varie, associazioni locali e non, l’impegno di Duterte contro la criminalita’ avrebbe causato oltre un migliaio di vittime, tra cui molti minori. Gli attivisti piu’ in generale contestano la pratica di aprire il fuoco contro i presunti spacciatori e quindi di un uso spropositato della forza da parte delle forze di polizia. Cio’, per altro, negherebbe ai presunti criminali il diritto a un giusto processo.

A suscitare polemiche, anche a livello internazionale, e’ poi la proposta di Duterte di abbassare a nove anni l’eta minima per essere perseguibili penalmente.

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7 Giugno 2019
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