L’area gratis c’è, Zaia tira dritto sul Policlinico di Padova

VENEZIA - La Regione riceverà dal Comune di
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VENEZIA – La Regione riceverà dal Comune di Padova 50 ettari di terreno senza sborsare un euro, e in quell'”area regalo” costruirà il nuovo Policlinico universitario. E tanto basta, sostiene il governatore del Veneto Luca Zaia, come a dire che lo scompiglio creato dalle rivelazioni di stampa, secondo cui ci sarebbero stati dei passaggi di proprietà sospetti dell’area in questione, non lo riguarda minimamente. Zaia, questa mattina in conferenza stampa a palazzo Balbi a Venezia, minimizza la vicenda, chiarendo che in ogni caso non riguarda la Regione, che ci guadagnerà un’enorme terreno edificabile e che realizzerà “non l’ospedale di Padova, ma il policlinico universitario del Veneto”.

I lavori inizieranno entro il 2019, spiega Zaia, e il costo che “sulla carta” è di circa 650 milioni di euro verrà finanziato con la modalità individuata da un’apposita commissione tecnica. La Regione, tra l’altro, ha l’obbligo di costruire le strutture per garantire la salute dei cittadini, mentre qui si parla di un complesso che permetterà di fare ricerca, con aule universitarie e attrezzature. “È imbarazzante che Roma se ne tiri fuori”, attacca Zaia, ribadendo che il Policlinico avrà un ruolo strategico anche in virtù del riconoscimento da parte dell’Unione europea del principio di mobilità sanitaria, per cui i Paesi membri che mandano i loro cittadini a curarsi in altri Paesi membri sono obbligati a pagare le spese mediche. “Ciò vuol dire che dobbiamo attirare pazienti con eccellenze specialistiche ed evitare di mandare in giro i nostri”, spiega il governatore.

C’è spazio anche per un ultimo appunto sul reparto di pediatria di Padova, che nei mesi scorsi ha suscitato qualche preoccupazione per via di uno studio, poi smentito, secondo cui l’edificio che lo ospita sarebbe pericolante. “Pediatria farà parte del Policlinico universitario, pertanto gli eventuali interventi di restauro dell’edificio attuale serviranno per cinque o sei anni, finché quello nuovo sarà pronto, insomma” conclude Zaia, ricordando che, in ogni caso, “il palazzo non è della Regione, ma dell’Università”.

di Fabrizio Tommasini, giornalista

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