ROMA – “Il ministro della Cultura non ha potestà di intervenire né a monte né a valle rispetto alle decisioni delle commissioni, può però cercare a posteriori, e lo farò, di sanare un problema ereditato da una legge che non abbiamo scritto noi. E la correggiamo. Ho la potestà di proporre nuovamente che il documentario su Regeni usufruisca di un’altra linea di finanziamento perché è un caso unico, unico è il caso Regeni, e in secondo luogo proprio per l’unicità del caso Regeni è ovvio che nelle nuove regole introdurremo anche una clausola che riguarda prodotti cinematografici di alto rilievo istituzionale. Il caso Regeni riguarda la coscienza morale di tutti ed è scandaloso che non sia stato riconosciuto degno di finanziamento”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel corso di una intervista a Sky TG24 Live in Roma, in corso al Teatro di Villa Torlonia.




Aggiungi Dire.it alle tue fonti preferite su Google

