ROMA – È attesa per oggi (forse) la risposta dell’Iran al nuovo piano di pace presentato dagli Stati Uniti. Ieri Trump ha affermato di aver avuto colloqui molto positivi con Teheran, anche se la controparte si è mostrata molto più cauta rispetto all’entusiasmo del tycoon. Donald Trump ha affermato che i colloqui erano “molto buoni” e che un accordo era “molto possibile”.
I funzionari iraniani, tuttavia, hanno cercato di smorzare le aspettative, con i media statali che riferiscono che Teheran, al massimo, sta esaminando la proposta di pace degli Stati Uniti e valutando una risposta tramite i mediatori pakistani.
IL POSSIBILE ACCORDO
Sul tavolo, sono quattordici i punti della discussione. Secondo la CNN il nuovo piano conterrebbe la dichiarazione della fine della guerra e darebbe il via ad un periodo di 30 giorni per risolvere i punti più cruciali legati alla questione nucleare, alla sicurezza nello Stretto di Hormuz e agli asset iraniani. Trump, a PBS News, avrebbe affermato inoltre, che qualsiasi potenziale accordo includerà la spedizione dell’uranio arricchito negli Stati Uniti. Secondo il regime islamico però, alcune clausule sarebbero “inaccettabili”.
Una posizione delicata quella degli Stati Uniti, a cui conviene trovare un accordo prima del 14 maggio, data in cui il presidente americano incontrerà Xi Jinping. La Cina, si è detta da subito contraria all’attacco di America e Israele nei confronti dell’Iran, definendola una “guerra illegittima” e in più occasioni si è resa parte attiva sul piano diplomatico.





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