Bonetti inaugura nuovo centro antiviolenza a Ercolano: “Paese non retrocede, nessun passo indietro”

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Per contrastare questa emergenza "servono presidi territoriali, serve essere sentinelle e restituire alle donne una opportunità anche di immaginare una vita possibile al di là della violenza"
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NAPOLI – “L’inaugurazione del centro antiviolenza ‘Annabella Cozzolino’ è un passo importante e ulteriore che la comunità di Ercolano compie nel contrasto alla violenza contro le donne, un fenomeno che richiede un impegno collettivo sempre più consapevole e deciso. Rafforzare le reti territoriali è un’azione cruciale per mettere in campo politiche non solo di contrasto, ma anche di sostegno e accompagnamento alle donne vittime di violenza. La pandemia lo ha reso ancora più evidente: c’è un cambiamento culturale da scegliere non più rimandabile, e tenere costantemente alta l’attenzione sul tema è fondamentale per attivare questo cambio di passo ed essere al fianco delle donne che subiscono violenza”. Lo ha detto la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, in occasione dell’inaugurazione del nuovo centro antiviolenza che da oggi è attivo sul territorio di Ercolano (Napoli). Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, anche il prefetto di Napoli Marco Valentini, l’assessore alla Legalità della Regione Campania Marco Morcone e la vicepresidente del Consiglio regionale campano Loredana Raia. Il centro antiviolenza è un servizio di aiuto a tutte le donne vittime di violenza o che hanno subito qualsiasi forma di discriminazione, un luogo dove chiedere supporto per sostenere un nuovo tipo di vita, libero da soprusi e sereno. Si tratta di un servizio pubblico offerto dall’ambito sociale 27 – Comune di Ercolano che si trova nei locali comunali di via Marconi, al civico 39.

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“In un territorio dove c’è disagio – ha spiegato il sindaco Ciro Buonajuto – e dove la disoccupazione femminile arriva all’80 troppo spesso la violenza sulle donne si nasconde in comportamenti che possono apparire all’apparenza ‘normali’ e giustificabili. Troppo spesso discriminazioni e squilibri nel lavoro formale e informale, nelle retribuzioni, nella partecipazione alla vita pubblica e sociale si trasformano in violenza, non solo fisica, ma anche psicologica e culturale. Faccio un esempio: pensate ai tanti uomini, che soprattutto nelle realtà del mezzogiorno, impediscono alla propria moglie di costruirsi una propria indipendenza, perché l’unica occupazione è quella di stare a casa a crescere i figli. Stereotipi che hanno un peso ancora troppo forte”. Il centro è intitolato ad Annabella Cozzolino, una donna di Ercolano considerata antesignana della battaglia per i diritti delle donne e promotrice di iniziative come la creazione del primo “Sportello Rosa” ad Ercolano, già a metà degli anni Novanta, quando già chiedeva “strumenti fondamentali per evitare che abusi e violenze possano sfociare in tragedie e femminicidi”.

BONETTI: “PAESE NON RETROCEDE, NESSUN PASSO INDIETRO

“Inauguriamo un centro antiviolenza dopo l’ennesimo femminicidio che ieri ha colpito questo territorio – ha aggiunto la ministra -. È un segno del fatto che il Paese non retrocede: non si fanno passi indietro nel contrasto alla violenza sulle donne”. Per contrastare questa emergenza “servono presidi territoriali, serve un impegno di comunità, serve essere sentinelle e restituire alle donne una opportunità anche di immaginare – ha aggiunto – una vita possibile al di là della violenza. Questo significa sostegno economico, lavoro, ma anche una rete di comunità che si mette tenacemente accanto alle donne nel contrasto alla violenza che purtroppo viene ancora esercitata nei loro confronti”.

 RAIA: “CENTRI TROVINO COLLOCAZIONE CAPILLARE IN CAMPANIA

“Oggi, da Ercolano, lanciamo un segnale: i centri antiviolenza non sono mai abbastanza e devono trovare una collocazione capillare nel nostro territorio regionale”. Lo dichiara a margine dell’inaugurazione la vicepresidente del Consiglio regionale della Campania Loredana Raia. “Questo spazio – ricorda – è intitolato ad Annabella Cozzolino, non una visionaria, ma una donna che già negli anni Novanta aveva capito che lo Sportello Rosa era un punto di riferimento fondamentale per contrastare la violenza non solo fisica, ma anche psicologica ed economica, contro le donne. In una terra martoriata come la nostra bisogna fare un balzo in avanti per costruire una società più equa, più civile e più matura”.

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