Lazio nuoto, i biancocelesti chiedono risposte alla sindaca Raggi dopo le decisioni del Tar

Lazio Nuoto
Il Tar ha fissato una nuova udienza il 12 maggio, dopo che sono emersi nuovi elementi sulla gara per la gestione dell’impianto della Garbatella
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ROMA – “Nei giorni scorsi si è tenuta l’udienza al Tar a cui la Lazio Nuoto si è dovuta nuovamente rivolgere in seguito alla decisione di Roma Capitale di riassegnare l’impianto alla Maximo, nonostante lo stesso Tribunale amministrativo avesse espresso in realtà un giudizio perentorio sui gravi errori commessi durante la gara d’appalto e sulla mancanza dei requisiti della stessa Maximo.

Ma i giudici dovranno pronunciarsi ora anche su nuovi elementi: dopo un accesso agli atti da parte della Lazio Nuoto è infatti emerso che il gruppo imprenditoriale a cui fa riferimento la Maximo, e di cui la stessa si è avvalsa per avere i requisiti di partecipazione alla gara per la gestione dell’impianto della Garbatella, sia moroso nei confronti dell’Amministrazione di quasi mezzo milione di euro per canoni non pagati relativi alla gestione di un altro impianto capitolino”. È quanto fa sapere in una nota la Lazio Nuoto.

“Non è la Lazio Nuoto a dirlo, ma la stessa Roma Capitale con due atti d’ingiunzioni notificati nel 2018 e nel 2020, in cu si richiedono le cospicue somme non versate – si legge ancora – Circostanze, queste, che sia Roma Capitale che la Maximo non avevano segnalato. Possibile che il sindaco Raggi, l’assessore allo sport Frongia e il presidente della Commissione Sport di Roma Capitale Diario, sempre puntuali nel momento di lodare le proprie presunte ragioni e/o vittorie, anche con siparietti a volte offensivi e irrispettosi nei confronti di una delle più importanti e storiche società romane, non ne fossero a conoscenza?”.

IL TAR FISSA UNA NUOVA UDIENZA

“Per questa ragione il Tar ha così fissato per il prossimo 12 maggio una nuova udienza di camera di consiglio che farà luce anche su tale aspetto – scrive ancora la Lazio Nuoto – ricordando inoltre che sulla vicenda pende anche un altro giudizio avanti al Consiglio di Stato, con udienza fissata al prossimo 8 luglio 2021.

La disputa sull’impianto della Garbatella, quindi, è ancora ben lontana dall’essere conclusa, e la Lazio Nuoto proseguirà la sua battaglia di giustizia e legalità nonostante per questo stia subendo, ormai da anni, un atteggiamento immotivatamente ed ingiustamente ostile da parte della giunta Raggi che ha messo in forte crisi la società, paradossalmente una delle più titolate e storiche della capitale, e che quindi dovrebbe rappresentare un ‘vanto’ per i nostri rappresentanti politici. Un atteggiamento contestato dal mondo biancoceleste, degli utenti, dei dipendenti e, quantomeno per le modalità giudicate inaccettabili in cui tutto ciò è avvenuto (ricordiamo lo sgombero forzoso dello scorso ottobre, con la mobilitazione di decine di agenti delle forze dell’ordine), perfino da un organo terzo come la Federazione Italiana Nuoto”.

Il team biancoceleste di A1

“Con l’occasione, e per la dovuta trasparenza che ci contraddistingue – scrive ancora l’associazione sportiva – si tiene poi a precisare come recentemente sia più volte emersa sui social e sul web un’accusa della Maximo alla Lazio Nuoto per la mancata voltura dell’utenza elettrica dell’impianto di Viale Giustiniano, che avrebbe determinato un indebito pagamento da parte di Roma Capitale. Altra vicenda che ha il solo fine di voler gettare un ingiusto discredito sui nostri colori e che lascia veramente perplessi, non solo alla luce di quanto emerso solo adesso sulle morosità di controparte, ma anche perché la Lazio Nuoto – come verrà eventualmente dimostrato in ogni sede – è del tutto estranea alla vicenda”.

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“Durante tutto il corso della propria gestione, infatti, la Lazio Nuoto, non ha mai ricevuto alcuna segnalazione di irregolarità da parte dell’Amministrazione, ed è stata regolare contraente di apposito contratto di sponsorizzazione (di cui Roma Capitale era a piena conoscenza), con una società fornitrice di energia elettrica- chiarisce la Lazio Nuoto- Salvo scoprire oggi che, parallelamente ed all’insaputa di tutti, Roma Capitale aveva immotivatamente proceduto (per circa 10 anni) a pagare altresì le utenze. Comportamento di cui, è lecito immaginare, i vari funzionari dovranno rendere spiegazione alla Corte dei Conti”.

“Da parte della Lazio Nuoto – conclude l’associazione – resta così solo la certezza di aver gestito la piscina della Garbatella per oltre 30 anni, pagando regolarmente il canone stabilito ed ogni onere accessorio, e provvedendo a tutti gli importanti interventi di manutenzione che hanno permesso alla struttura di trovarsi nelle ottime condizioni attuali, come sempre riconosciuto negli anni dagli stessi dipartimenti che si occupano di sport di Roma Capitale. Trovando sempre, con orgoglio, tutte le ulteriori risorse necessarie a poter offrire gratuitamente la propria attività alle tante persone con disabilità o con problemi economici, che trovavano in noi un amico”.

IL MESSAGGIO DI MASSIMO MOROLI, PRESIDENTE DELLA LAZIO NUOTO

“Stiamo vivendo una situazione surreale, frutto di un folle accanimento contro di noi. Evidentemente questa amministrazione comunale ha deciso di far fuori la Lazio Nuoto, ma ora il Tar dovrà tenere in considerazione i nuovi elementi emersi”. Lo dichiara, all’agenzia Dire, Massimo Moroli, presidente della Lazio Nuoto. “Hanno creato un danno incredibile alla nostra comunità, il nostro è un grido di dolore”, ha detto.

(ha collaborato Michele Faiella)

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