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Al Fatebenefratelli di Roma corsi pre-parto e allattamento online anche post emergenza

ROMA – La vita va avanti anche in questo periodo di emergenza. Cosi’ il parto e l’allattamento, momenti delicati per mamma e papa’, devono comunque essere sostenuti da professionisti. Per questo l’ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina di Roma ha attivato percorsi sicuri per le partorienti e corsi online per essere ‘lontani ma vicini’. Come racconta all’agenzia di stampa Dire, via Skype, Antonio Ragusa, direttore di Ostetricia e Ginecologia del nosocomio. Il quale promette che queste lezioni a distanza proseguiranno anche post pandemia. 

– Il parto e’ sempre un momento nella vita di una donna molto delicato, dove ansie e paure sono piu’ che giustificate. L’emergenza sicuramente ha peggiorato questo stato d’animo. Il suo reparto come e’ stato rivoluzionato in modo da essere sicuro? 

“Questa difficolta’ che stiamo attraversando per noi e’ stata una opportunita’ per mettere a punto una serie di percorsi differenziati rispetto a questa infezione emergente. Noi siamo un ospedale non-Covid, abbiamo dovuto comunque creare un percorso Covid poiche’ talvolta nell’urgenza ed emergenza puo’ essere necessario assistere qualcuno che non e’ trasferibile. Fino ad ora questo non e’ mai successo e abbiamo avuto sempre la possibilita’ di trasferire i pazienti sui quali nutrivamo un sospetto. Tuttavia abbiamo una sala operatoria dedicata con un percorso dedicato ai Covid che e’ completamente separato dal percorso dedicato alle donne non affette da questo virus. Questo e’ straordinario poiche’ in pochi giorni abbiamo effettuato opere murarie all’interno dell’Isola Tiberina che e’ un luogo, e chi lo conosce sa di cosa parlo, abbastanza limitato negli spazi”. 

– So che avete attivato corsi di allattamento e pre-parto a distanza. Ce ne parla? 

“Ho davvero cambiato idea. Alla mia eta’ poi non e’ semplice ma credevo che internet fosse qualcosa di freddo e lontano. Quando abbiamo attivato questi corsi online dove le mamme e i mariti partecipano attivamente e le persone erano entusiaste, mi sono stupito. Anzi per certi versi i pazienti sono stati piu’ aperti all’incontro e al colloquio. I mariti e le mogli sono riusciti con questa modalita’ a porci domande o questioni che forse, stando nello stesso luogo per pudore era piu’ difficile sollevare. E’ un grande successo che stiamo analizzando anche dal punto di vista sociologico. Uno dei problemi collegati all’epidemia e’ sicuramente il distanziamento sociale che determina una difficolta’ tra gli individui, che sono stati creati invece per stare insieme. Internet puo’ supplire a questa carenza e i corsi stanno andando molto bene. Ringrazio per questo le persone della Fondazione per averci sostenuto e la dottoressa Paola Santucci, che e’ la responsabile. Credo che, alla luce di quanto detto, questi corsi resteranno comunque attivi e si creera’ una seconda strada rispetto a quelli che si svolgono in presenza. Nonostante tutto queste lezioni hanno consentito una certa fisicita’ perche’ anche da remoto sono possibili esercitazioni. Protagoniste le nostre Chiara e Francesca, due ostetriche straordinarie che prima facevano gli incontri sull’allattamento conosciuti come ‘Storie di latte’. Il puerperio, il periodo dopo il parto, e’ d’altronde un momento sicuramente felice ma che puo’ presentare anche difficolta’ visto il cambiamento di certi equilibri familiari”. 

– Il virus ci accompagnera’ per altri mesi. Le attivita’ ambulatoriali come saranno ripensate per garantire distanziamento sociale ed evitare assembramenti? Si creeranno liste d’attesa? 

“Abbiamo cambiato molto le nostre routine e faremo i tamponi alle donne che vengono da noi per partorire al fine di garantire al massimo la sicurezza e scongiurare la presenza di asintomatici non rilevati. Facendo i tamponi a tutti assicuriamo di ridurre al minimo il fatto che un asintomatico porti all’interno dell’ospedale l’infezione. Inoltre, sapere se si e’ positivi o meno al virus all’interno della coppia e’ fondamentale per prendere determinate precauzioni rispetto al momento dell’allattamento e del puerperio. E’ utile anche per gli operatori per sapere come approcciarsi al paziente. Per quanto riguarda poi gli ambulatori, abbiamo cambiato molto il nostro lavoro, abbiamo raddoppiato le sale d’aspetto per evitare gli assembramenti, abbiamo distanziato di molto le visite per via della disinfezione tra l’una e l’altra e se cambia l’operatore la tecnica che fa la disinfezione sterilizza supporti, pc ect per garantire il massimo della sicurezza. Cio’ richiede tempo per cui ogni appuntamento e’ scadenzato dai 45 a 60 minuti l’uno dall’altro. Durante le visite ambulatoriali ad oggi e’ precluso l’ingresso ai mariti mentre in sala parto sono ammessi perche’ pensiamo che l’esperienza anche con le accortezze del caso vada vissuta anche dall’uomo”. 

– Forse vale la pena ricordare di non procrastinare le visite per paura del contagio come si e’ verificato e sta accadendo ancora e tornare in ospedale? 

“L’ospedale e il mio reparto non e’ stato mai veicolo d’infezione. In piu’ abbiamo anche cambiato il luogo dove svolgiamo le visite ambulatoriali ed e’ uno spazio grande e bene areato con camere pensato apposta. L’Isola Tiberina e’ l’ospedale delle donne e dei bambini quindi e’ un momento in cui dobbiamo proseguire con questa tradizione innovandola”.

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7 Maggio 2020
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