Energia, Governo apre a sos Trentino Alto Adige sulle reti del gas

Il ministro Patuanelli ha aperto alla possibilità di una modifica della normativa delle reti del gas tenendo conto della peculiarità delle zone montane
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TRENTO – L’Autorià di regolazione dell’energia (Arera), con una delibera del 2019, ha confermato il tetto agli investimenti nella costruzione di reti di distribuzione del gas naturale in nuove località. Il che può rendere non remunerative tutte quelle reti in cui non è possibile allacciare un cliente almeno ogni 20 metri. Un parametro, talvolta già difficile da riscontrare nei centri urbani, che dunque “rende impossibile estendere la rete del gas naturale ai Comuni montani, in particolare a quelli a bassa densità abitativa, e crea di fatto una discriminazione tra Comuni già in passato metanizzati, di serie A, e non metanizzati, di serie B”.

A rilanciare il problema è stato oggi il senatore del gruppo delle Autonomie Meinhard Durnwalder ricordando che le Province autonome di Trento e di Bolzano e la Comunità montana di Val Camonica hanno proposto una modifica a questa ‘regola’. E il Governo con il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha ‘aperto’: “Si valuterà la possibilità di un’eventuale proposta normativa che possa tenere in considerazione i diversi aspetti coinvolti dal senatore interrogante, nel rispetto delle necessità di tutti gli utenti coinvolti, in particolare le comunità montane altoatesine”.

Un segnale che Durnwalder ha colto prendendo atto della risposta e ringraziando “per la disponibilità dimostrata. Coglieremo l’occasione per presentare la richiesta in uno dei prossimi provvedimenti”. Il tema, infatti, è “concreto, molto sentito nelle zone montane“, aveva detto interrogando Patuanelli. La questione ruota attorno alla delibera 570/2019 del 27 dicembre scorso con cui l’Arera ha approvato la regolazione delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo 2020-2025. 

Stante la ‘regola’ di un contatore di allaccio ogni 20 metri, che non aiuta i Comuni montani con bassa densità abitativa tra cui quelli dell’Alto Adige, le Province autonome di Bolzano e Trento e la Comunità montana della Val Camonica, nell’ambito dei lavori per l’acquisizione del parere della Conferenza Stato-Regioni e Province autonome, hanno proposto un emendamento sul recepimento della direttiva Ue 692 che modifica la direttiva 2009/73/CE e le relative norme comuni per il mercato interno del gas. Ma non è quella la sede adatta per risolvere il problema. Quella discussione, ha chiarito Patuanelli, riguarda l’applicazione delle norme del mercato dell’Unione anche ai gasdotti di trasporto da e verso Paesi terzi per superare gli ostacoli presenti al completamento del mercato europeo del gas naturale derivanti dalla non applicazione a queste infrastrutture delle regole europee sulla trasparenza. Sul decreto di recepimento è arrivato il parere della Conferenza Stato-Regioni e Province autonome e l’ok delle commissioni parlamentari.

“Alla luce di ciò, la tematica sollevata” da Durnwalder “appare formalmente estranea all’ambito della delega conferita dal Parlamento al Governo” e l’emendamento non potrebbe essere accolto dal decreto di recepimento. Ma siccome i maggiori costi per la metanizzazione porterebbero “un impatto redistributivo sugli utenti, da definire se porre anche a carico degli altri utenti già metanizzati, nell’ambito dei micro ambiti territoriali definiti da Arera per determinare le tariffe”, Patuanelli apre ad una via alternativa: si valuterà “la possibilità di un’eventuale proposta normativa” che raccolga le questioni poste dall’Alto Adige ma “in altra sede, nel rispetto delle necessità di tutti gli utenti coinvolti, in particolare le comunità montane altoatesine”.

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7 Maggio 2020
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