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Salone del libro, Regione Piemonte e Comune di Torino denunciano Altaforte per apologia di fascismo

Il ministro Bonisoli: "La legge è chiara, valuterà la procura"
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ROMA – La Regione Piemonte e la  Città di Torino hanno presentato un esposto per verificare o meno se ci siano i presupposti per il reato di apologia di fascismo nelle dichiarazioni di Francesco Polacchi, rappresentante della casa editrice Altaforte.

Dopo le polemiche sulla partecipazione della casa editrice al Salone internazionale del libro di Torino, infatti, Polacchi era intervenuto direttamente nella discussione, dichiarando apertamente la propria fede fascista, indicando nell’antifascismo “il male dell’Italia” e definendo Mussolini “il migliore statista di sempre”.

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APPENDINO: INTOLLERANZA VA CONTRASTATA CON ARMI DEMOCRAZIA

“Rimango e rimaniamo convinti che la forma più radicale dell’intolleranza va contrastata con le armi della democrazia e dello Stato di Diritto”. Lo scrive su facebook la sindaca di Torino, Chiara Appendino, sulla decisione, con il presidente della Regione Sergio Chiamparino, di presentare in Procura un esposto contro l’editore della casa editrice AltaForte per apologia di fascismo.

BONISOLI: LEGGE E’ CHIARA, VALUTERA’ PROCURA

“Abbiamo un quadro normativo che non usiamo abbastanza. C’è una legge. La Procura deve valutare se ci sono gli estremi oppure no”. Lo ha detto il ministro dei Beni e delle Attività culturali, Alberto Bonisoli, a proposito della presenza della casa editrice Altaforte al Salone del libro di Torino.

Interpellato a margine della presentazione del progetto Mibac Cultura Futuro Urbano, Bonisoli ha spiegato che “il Salone del libro è, come deve essere, un luogo di democrazia. Per quanto riguarda questo caso, è un momento in cui i toni si caricano sempre di un’ottava. Io però partirei dai fondamentali: la nostra è una Repubblica che ha nella sua genesi un progetto culturale di tipo antifascista. Veniamo da lì. E uno dei valori fondamentali dell’antifascismo è anche difendere la libertà di espressione. Quella casa editrice onestamente non la conosco. Non è la prima di estrema destra che viene al Salone del libro. Stiamo parlando di idee davvero molto lontane da quello che penso. Dobbiamo interrogarci su che cosa vuol dire essere democratico oggi, e per me esserlo vuol dire anche combattere perchè delle idee che sono lontanissime dalla mia sensibilità si possano esprimere”.

Nel caso specifico, ha aggiunto infine, “la questione è delicata e non ho seguito il caso più di tanto, ma vorrei ricordare che c’è un quadro legislativo molto chiaro che protegge la nostra Repubblica dalla propaganda o dall’ideologia di tipo fascista. Dunque, se ci sono state delle dichiarazioni in questo senso se ne occuperà la magistratura, come è giusto che sia”.

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