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Palermo, cittadinanza onoraria al regista Ferzan Ozpetek

"Simbolo dell'uomo contemporaneo, persona migrante, persona senza frontiere, persona del Mediterraneo, persona libera dentro e fuori"

Pubblicato:07-05-2019 12:38
Ultimo aggiornamento:17-12-2020 14:26
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ROMA – Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, conferirà oggi, a Palazzo Steri, la cittadinanza onoraria della città al regista e sceneggiatore Ferzan Ozpetek. Orlando ha già avuto modo di ringraziare Ozpetek “per la sensibilità e l’attenzione ai più fragili, per aver saputo raccontare con delicatezza e passione storie di grande umanità e per aver scelto il sud d’Italia e Palermo come luogo in cui ambientare il suo prossimo film, segno di attenzione e condivisione per il nostro impegno per i diritti di tutti e di tutte”.

Nelle motivazioni della cittadinanza si legge: “Per avere raccontato attraverso le sue produzioni cinematografiche e i suoi scritti, l’amore, indagando in profondità nell’interiorità di un’umanità meravigliosa, variegata ed estrosa, rappresentandone sentimenti, passioni, segreti, eros, legami di amicizia, affetti familiari, spiritualità. Per avere scrutato le ferite dell’anima, talvolta causate da disprezzo e da discriminazioni, le gioie e i drammi di personaggi ordinari e straordinari, rappresentativi di uomini e donne odierni, di vite spesso vissute al confine, tra un paese e l’altro, tra un’identità e l’altra, in cui dimora la nostalgia, la memoria di un passato inciso nell’intimo”.

E ancora: “Per essere il simbolo dell’uomo contemporaneo, persona migrante, persona senza frontiere, persona del Mediterraneo, persona libera dentro e fuori, nata in quella che fu l’antica Bisanzio, la Nova Roma di Costantino, maturata e cresciuta nella Roma d’Occidente, persona nella cui esistenza si intrecciano e si fondono le radici di due civiltà, producendo un unicum intellettuale. Per avere colto il cammino di ‘leggerezza’ della nostra città dopo anni di soffocante ‘pesantezza’, di una ‘leggerezza’ che è caratteristica di valori forti in alternativa alla ‘pesantezza’ di valori disumani e deboli”.


E infine: “Per avere mostrato la ricchezza e la bellezza delle diversità, delle contaminazioni culturali e religiose, della mescolanza di prospettive differenti che si incontrano, attraverso una visione aperta delle cose, del mondo, delle persone, cogliendo l’importanza della condivisione nei rapporti interpersonali, superando ruoli e differenze sociali, al fine di impedire che le diversità divengano diseguaglianze”.

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