Sul Venerdì la foto dei bimbi a Limbadi, il Garante: “Non è deontologico”

Erano intenti a giocare per le vie del loro paese, la foto a corredo di un "sia pur coraggioso e meritevole articolo contro la 'ndrangheta"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

REGGIO CALABRIA – “Non è deontologico, non è corretto e contravviene alle più elementari norme della tutela dei minori la pubblicazione di una foto a tutto campo, su due pagine, di bambini intenti a giocare per le vie del loro paese, a corredo di un sia pur coraggioso e meritevole articolo contro la ‘ndrangheta“. Così il garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria Antonio Marziale destinatario di più denunce genitoriali. “Il settimanale ‘Il Venerdì di Repubblica’ – spiega Marziale – ha pubblicato un articolo parlando di Limbadi, paese tristemente noto per l’alta densità mafiosa che da sempre oscura l’esistenza anche di persone del tutto avulse alla mafia, come risultano essere le famiglie dei bambini coinvolti senza nemmeno alcun accorgimento per celarne l’identità. Bimbetti che, come mi hanno spiegato i legali delle famiglie denuncianti, Nicola D’Agostino e Francesco Petrolo, si rincorrevano giocando con pistole di plastica nel periodo delle feste patronali due o tre anni orsono”.

“Certo – evidenzia il Garante – meglio sarebbe se fossero dotati di altri giochi, ma bene o male tutti da piccolini abbiamo giocato in modo identico e forse anche la pubblicazione della foto, se decontestualizzata dal contenuto dell’articolo, non avrebbe suscitato alcun risentimento nei genitori”. “La tutela dei minori richiede al mondo dell’informazione e della comunicazione in generale massima accortezza e sensibilità – prosegue il garante – non a caso esistono miriadi di leggi e protocolli in merito. I bambini vanno sempre rispettati, qualunque sia la loro condizione o provenienza. Non si può attingere ad una foto estranea agli accadimenti narrati e farne immagine portante di storie di mafia, massonerie, appalti, droga e omicidi. E se la foto, come asserisce la didascalia, è diventata virale sui social network, allora tutto diventa più grave perché l’informazione professionistica proprio in questo si deve distinguere, ossia negli accorgimenti a tutela dei minori, se non per sensibilità almeno per rispetto delle leggi in vigore”. “Provvedo stamani ad inviare una segnalazione all’Ordine dei Giornalisti ed alle autorità preposte a controllare che la tutela dei minori non sia soltanto uno slogan ad effetto – ha concluso Marziale – ma diventi prassi consolidata nell’esercizio della più importante funzione democratica che un paese civile detiene, l’informazione”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

7 Maggio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»