sabato 18 Aprile 2026

VIDEO | L’incendio sull’Appennino bolognese è quasi spento, bruciati 5 ettari di boschi. Resta l’allerta vento

Il vento potrebbe riattivare alcuni focolai residui dopo il grande incendio divampato nel giorno di Pasqua sull'Appennino di Bologna: è andata bruciata un'area di 5 ettari

BOLOGNA – Ad Alto Reno Terme, sull’Appennino bolognese, si sono alternati fino a ieri quattro Canadair e un elicottero regionale per spegnere l’incendio divampato a Biagioni, ma nella mattinata di oggi la situazione è migliorata e non si è reso necessario l’impiego di mezzi aerei. Attualmente non sono in corso operazioni attive di spegnimento, informa la Regione Emilia-Romagna, ma resta lo stato di attenzione, in attesa dell’aumento della ventilazione previsto, che potrebbe riattivare eventuali focolai residui. Il vasto incendio, giudicato “ormai in via di risoluzione”, ha coinvolto un’area di oltre 50 ettari.
“Un ringraziamento ai Vigili del fuoco che da ormai 48 ore sono al lavoro per spegnere l’incendio nel territorio di Alto Reno Terme, sull’Appennino bolognese. L’Agenzia regionale di Protezione civile sta operando in stretto contatto con loro, garantendo supporto logistico e massima disponibilità”, dice il il presidente della Regione, Michele de Pascale. Nel fine settimana sono state impegnate 50 pattuglie di Carabinieri forestali e sul posto sono presenti anche due squadre di volontari. “Siamo vicini a chi abita nella zona colpita e ha subito disagi legati all’incendio e al fumo, che hanno causato anche interruzioni nella fornitura di energia elettrica- prosegue il presidente- ma grazie all’intervento coordinato dei Vigili del fuoco e di tutte le forze dell’ordine, non si sono verificati danni a persone e beni”.

LE PAROLE DEL SINDACO E LE UTENZE DISATTIVATE PER PRECAUZIONE

il sindaco di Alto Reno Terme Giuseppe Nanni, ha affermato: “La situazione è comunque sotto controllo ma potranno essere necessarie -nel corso della giornata odierna- ulteriori disattivazioni della corrente al fine di agevolare le operazioni di soccorso”. Sono stati necessari più sorvoli di Canadair, che non possono volare in prossimità di cavi dell’alta tensione attivi; è stato quindi necessario disattivarli precauzionalmente e questo ha generato l’interruzione della linea elettrica in alcune borgate verificatesi ieri. Nanni ringrazia nuovamente tutti i Vigili del fuoco e gli operatori della Protezione Civile al lavoro e sul territorio sin dalla giornata di Pasqua. “Rimane l’amarezza per decine di ettari di bosco completamente bruciati ma anche il sollievo di essere riusciti a mantenere -anche nei momenti peggiori- in sicurezza persone e case”.
Stamattina sono ancora attivi alcuni focolai sparsi, dovuti principalmente a ceppaia cave che generano un “effetto camino” e rotolano in zone non ancora toccate dall’incendio, e -a causa del forte vento che non si è mai interrotto- alcuni hanno raggiunto la zona della cosiddetta “Croce di Banditelli”, che si trova abbastanza in alto e quindi “l’incendio non può dirsi ancora spento”. Le fiamme si sono sprigionate a Biagioni che si trova all’immediato confine tra il Comune di Alto Reno Terme e quello di Pistoia; la località è nota anche per essere stata teatro di una strage nazifascista, “l’eccidio di Biagioni”. Le frazioni più vicine, ma comunque a distanza di sicurezza, oltre a Biagioni, sono Casa Poli e Casa Chierici.

OGGI LA BONIFICA MIRATA DEI VIGILI DEL FUOCO

Dopo il monitoraggio notturno con i droni, in mattinata sono ripresi i lanci aerei nell’area colpita da un incendio boschivo che ha colpito una superficie di circa 50 ettari a Biagioni, frazione del Comune bolognese di Alto Reno Terme al confine con la Toscana. Lo fanno sapere i Vigili del fuoco, spiegando che grazie ai droni equipaggiati con termocamere è stato possibile “individuare con precisione i punti caldi residui”.
Per la giornata di oggi, il dispositivo di soccorso “prevede nuovamente l’impiego di un Canadair e di un elicottero del Reparto Volo per effettuare operazioni di bonifica mirata nella parte centrale dell’area incendiata, non raggiungibile a piedi dal personale di terra”.

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