LEGAMBIENTE: SOS CRISI CLIMATICA CENTRO-SUD ITALIA
Il centro sud dell’Italia è sempre più vittima della crisi climatica. A denunciarlo è stata Legambiente, che ha commentato quanto accaduto nei giorni scorsi in alcune regioni del nostro Paese partendo dai nuovi dati del suo Osservatorio Città clima. Dal 2011 a fine marzo 2026 nelle regioni adriatiche – Marche Abruzzo, Molise e Puglia – e in quelle del sud – Calabria, Sicilia e Sardegna – ci sono stati in tutto 794 eventi meteo estremi che hanno causato danni al territorio. Si parla di allagamenti, grandinate, vento, esondazioni, mareggiate. Oltre alla popolazione, sono 420.880 gli edifici censiti in queste aree a rischio, 88mila le imprese e 8.551 i beni culturali. Legambiente ha aggiunto che a livello territoriale le regioni del sud più colpite da eventi meteo estremi dal 2011 a fine marzo 2026 sono state la Sicilia con 270, seguita da Puglia con 168 e Calabria con 126. Seguono Marche con 107 eventi meteo estremi, Sardegna con 70, Abruzzo con 42 e Molise 11.
GREENPEACE: VIA NITRATI ACQUE E MENO ALLEVAMENTI INTENSIVI
In occasione della Giornata mondiale della salute, Greenpeace ha richiamato l’attenzione sui rischi dell’inquinamento da nitrati per la qualità dell’acqua potabile in Italia e in Europa: una contaminazione legata soprattutto agli allevamenti intensivi e all’utilizzo di fertilizzanti, da cui il nostro Paese non è affatto immune. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, infatti, fertilizzanti minerali e reflui zootecnici derivanti dagli allevamenti intensivi sono la fonte di circa l’80% dell’azoto presente nelle acque in Europa, da cui originano i nitrati, dannosi per la salute umana. L’Unione europea fissa il limite di sicurezza a 50 mg di nitrati per litro nelle acque potabili, introdotto nel 1998 per prevenire patologie gravi nei neonati, ma ricerche più recenti indicano che già a concentrazioni molto più basse possono aumentare il rischio di malattie, come il tumore del colon-retto.
WWF: PFAS, SMOG E PESTICIDI, L’ERA DELL’HOMO CHIMICUS
La nostra salute è sempre più minacciata dagli agenti inquinanti. Il Wwf ha lanciato ancora l’allarme parlando di un nuovo ‘Homo chimicus’, un essere umano esposto quotidianamente a complesse miscele di contaminanti nei luoghi di vita, lavoro, sport e divertimento, che interagiscono tra loro in modi ancora poco conosciuti. Ogni via di esposizione – inalazione, ingestione, contatto cutaneo – contribuisce al carico complessivo che il nostro corpo deve gestire. La valutazione del rischio chimico sulla salute continua però a essere fatta sostanza per sostanza, senza considerare – ha avvisato il Wwf – gli effetti cumulativi e sinergici di questa miscela invisibile. Tra i principali indiziati che possono compromettere la nostra salute ci sono le polveri sottili nell’aria, ossidi di azoto, ozono troposferico e composti organici volatili, sostanze che derivano dalle centrali termoelettriche a carbone e gas, dagli allevamenti intensivi e dalle attività industriali.
CACCIA, 58 ASSOCIAZIONI: MELONI FERMI LEGGE ‘SPARATUTTO’
“Nonostante la crisi globale e 462 morti causati da fucili da caccia tra il 2007 e il 2025, la maggioranza ha incredibilmente deciso di accelerare sul disegno di legge che rilancia la caccia in forme estreme”. Lo hanno denunciato 58 associazioni ambientaliste e animaliste. La richiesta alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni è “di intervenire immediatamente e fermare una proposta irricevibile, che aumenta i rischi per le persone e cancella la protezione degli animali e della natura”. Per le 58 associazioni “ogni silenzio politico su questo scandaloso testo di legge rende complici i parlamentari”. Quindi “in Senato va fermato”, anche – dicono – per difendere la volontà popolare”. Sono infatti oltre 400mila le firme raccolte dalle associazioni contro il disegno di legge.







