Foto dal profilo Instagram di Francesco Emilio Borrelli
NAPOLI – È morto dopo essere stato trasferito al pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania di Napoli il 20enne contro cui sconosciuti in scooter avrebbero esploso alcuni proiettili. L’agguato ai danni del giovane, Fabio Ascione 20 anni compiuti lo scorso 26 marzo, è avvenuto nel quartiere di Ponticelli in via Carlo Miranda, vicino al bar Lively. Sul posto i carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli e del nucleo operativo di Poggioreale. Indagini in corso per ricostruire dinamica e matrice.
BORRELLI (AVS): BOLLETTINO GUERRA
“Siamo di fronte all’ennesimo bollettino di guerra. Ponticelli è da anni un territorio ad elevatissimo rischio, una polveriera pronta a esplodere ogni giorno. Non importa se la vittima fosse l’obiettivo o se si sia trovata nel posto sbagliato: il dato agghiacciante è che a vent’anni, nelle nostre periferie, morire in strada all’alba è diventata una tragica statistica. La vita qui sembra non avere alcun valore, un soffio di vento che la criminalità può spegnere con la stessa facilità con cui si preme un grilletto”. Così il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli sull’omicidio del 20enne.
“Mentre il Governo continua ad autocelebrarsi per il cosiddetto ‘Modello Caivano’, usandolo come un brand elettorale, il resto dell’hinterland e delle periferie napoletane – aggiunge il parlamentare – affonda nel sangue e nell’abbandono. Napoli Est è terra di nessuno, una zona di guerra dove i clan De Micco e le fazioni rivali decidono chi deve vivere e chi deve morire. Dov’è lo Stato? Dove sono i sistemi di videosorveglianza promessi? È inaccettabile che in un intero rione manchino telecamere pubbliche funzionanti, lasciando i Carabinieri a rincorrere lettori di targhe e filmati privati. Non possiamo più accettare la retorica del ‘cambiamento’ se ogni notte i nostri ragazzi rischiano la vita per una lite nel traffico o per un agguato di clan. Serve – conclude Borrelli – un presidio militare costante, serve disarmare Napoli, serve che il ministero dell’Interno smetta di guardare altrove. Se lo Stato non riprende il controllo di Ponticelli, San Giovanni e Barra, avrà fallito la sua missione primaria: proteggere i propri figli”.
L’omicidio di Ascione, ricorda Borrelli nella sua nota, segue di poche ore il ferimento di altri due minorenni in via Ponte dei Francesi, “a testimonianza di una tensione sociale e criminale ormai fuori controllo”.
RUOTOLO (PD): STRATEGIA SECURITARIA DELLA DESTRA NON FUNZIONA
“Si uccide e si viene uccisi. E sempre più spesso, a morire o a sparare, sono ragazzi. Fabio Ascione aveva 20 anni. Era incensurato. È stato ammazzato all’alba a Ponticelli, periferia di Napoli, mentre era con gli amici davanti a un bar. Due killer su uno scooter, volto coperto, un colpo al torace. Così agisce la camorra. Eppure non aveva precedenti. E allora la domanda è: perché si muore così, oggi, quando hai appena vent’anni? I numeri ci dicono che non è un caso isolato. Nel distretto di Napoli i tentati omicidi sono aumentati del 200% in un anno. Nel 2025: 8 procedimenti per omicidio a carico di minorenni, 40 per associazione camorristica, 468 per reati legati alle armi, perfino 4 per terrorismo. E le sparatorie tra giovanissimi non sono più un’eccezione”. Così in una nota Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale ed europarlamentare del Pd.
“Sono diventate ricorrenti, anche in quartieri come la Sanità o i Quartieri Spagnoli, che troppo spesso raccontiamo come ‘liberati’ dalla camorra- prosegue Ruotolo- La verità è che la strategia securitaria della destra non sta funzionando. Abbiamo carceri minorili sovraffollate. Aumenta la repressione. Ma la violenza non diminuisce. Perché il problema non si risolve solo con le manette. Il problema si affronta prima. Serve prevenzione. Servono assistenti sociali, psicologi, sostegno alle famiglie. Serve scuola, serve lavoro. Serve combattere davvero la povertà educativa e culturale. Perché è lì che si decide il destino di un ragazzo. E senza prevenzione non ci sarà mai sicurezza“.







