Covid, test d’ingresso e stop seconde case: la Sardegna resta blindata

Il governatore Christian Solinas ha emesso tre nuove ordinanze che tengono in piedi per tutto il mese i test rapidi negli scali portuali e aeroportuali e il divieto di recarsi nelle seconde case
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CAGLIARI – Sono prorogate fino al 30 aprile le tre ordinanze restrittive contro la diffusione del covid in Sardegna. Ieri, in tarda serata, il governatore Christian Solinas ha emesso tre nuove ordinanze che tengono in piedi per tutto il mese i test rapidi negli scali portuali e aeroportuali per chi fa ingresso nell’isola, il divieto di recarsi nelle seconde case, e la conferma della didattica in presenza per le superiori fino a un massimo del 75%, mentre il restante 25% seguirà le lezioni a distanza. Per quanto riguarda i test, i passeggeri che non siano già vaccinati o che non abbiano effettuato il tampone 48 ore prima della partenza, hanno tre alternative: recarsi presso le aree dedicate in porti e aeroporti per sottoporsi al test, fare il tampone entro 48 ore dall’arrivo in una struttura pubblica o privata accreditata a proprie spese, entrare in isolamento per dieci giorni.

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Capitolo seconde case: i proprietari non residenti possono entrare in Sardegna solo per esigenze lavorative, motivi di salute e comunque presentando la certificazione di vaccinazione avvenuta o di negatività al tampone, quindi seguendo le prescrizioni previste nell’ordinanza sui test in ingresso. I vettori e gli armatori sono tenuti a verificare prima dell’imbarco la ricevuta dell’avvenuta registrazione dei passeggeri sull’applicazione “Sardegna Sicura” e la documentazione attestante il possesso dei requisiti.

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