Segregata e costretta a prostituirsi a 13 anni, 4 arresti a Roma

La ragazza e le sue sorelline venivano sfruttate da nonna e zie: costrette a chiedere l'elemosina, venivano prese a cinghiate se non ubbidivano
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ROMA – Quando decisero di stabilirsi in America, i genitori la affidarono alla zia e alla nonna paterna e queste, invece di accudirla, l’avevano ridotta in schiavitù, costretta a chiedere l’elemosina e a prostituirsi nel parcheggio di un supermercato nella zona ovest della Capitale. Denutrita e analfabeta, la ragazza era stata allevata col solo scopo di accrescere il reddito della famiglia. Alle operatrici poi incaricate di seguirla, la giovane ha confidato che sia lei che le sue sorelline, erano costrette a chiedere l’elemosina; se non eseguiva gli ordini ricevuti veniva punita e presa a cinghiate, lasciata nuda e bagnata con l’ acqua gelata fuori dal container nel quale viveva. Per evitare tutto questo, e contro la sua volontà, spesso aveva accettato di ricevere le attenzioni di alcuni uomini, mandati dalla zia, che in compenso le offrivano dai 50 ai 70 euro. L’Autorità giudiziaria ha emesso 4 ordinanze di custodia cautelare nei confronti delle zie della piccola, V.Z., di anni 41, E.Z., di 38 anni, la stessa M.L. e E.Z., (nonna della minore).

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