sabato 18 Aprile 2026

Centomila soldati, aerei e droni: il Messico si prepara ad un Mondiale “militarizzato”

Dopo la guerriglia per l'uccisione di "El Mencho", il governo ha preparato un piano "di guerra" per garantire la sicurezza durante la Coppa del Mondo

ROMA – Il Messico si prepara ad un Mondiale “militare”. Il governo ha annunciato il dispiegamento di circa 100 mila uomini delle forze di sicurezza per l’estate, un piano imponente pensato per blindare il torneo e, soprattutto, per contenere l’ondata di violenza dei cartelli esplosa dopo l’uccisione di uno dei boss più potenti del Paese.

A presentare il dispositivo è stato il generale Román Villalvazo, incaricato di coordinare la sicurezza durante la Coppa del Mondo. Il piano prevede un massiccio impiego di militari, agenti del Ministero della Sicurezza e personale di società private. Le forze verranno concentrate nelle tre città che ospiteranno le partite: Città del Messico, Guadalajara e Monterrey. A supporto anche circa 200 cani anti-esplosivo della polizia.

L’apparato sarà completato da oltre 2.100 veicoli militari, 24 aerei e 33 droni. Previsti perimetri di sicurezza attorno ai principali punti sensibili, dagli aeroporti agli stadi. “Come potete vedere, siamo molto preparati per la Coppa del Mondo”, ha assicurato la presidente messicana Claudia Sheinbaum durante la conferenza stampa.

Il problema, però, non è teorico. Guadalajara, una delle città ospitanti, è la roccaforte del cartello Jalisco New Generation, il gruppo criminale guidato per anni da Rubén Oseguera Cervantes, il narcotrafficante noto come “El Mencho”, ucciso in un’operazione militare il 22 febbraio. La sua morte ha scatenato una reazione violenta. In meno di due settimane gruppi armati legati al cartello hanno lanciato attacchi in 20 dei 32 stati messicani: scontri con le forze di sicurezza, autostrade bloccate, centinaia di veicoli incendiati, attività commerciali distrutte. Il bilancio è di almeno 62 morti.

Per il generale Villalvazo, tuttavia, il Mondiale rappresenta una sfida che il Paese non può permettersi di fallire. “È un evento senza precedenti”, ha detto, spiegando che il governo è pronto ad affrontare qualsiasi minaccia per dimostrare che il Messico può presentarsi come “un Paese affidabile, sicuro e organizzato”. Le forze di sicurezza seguono addestramenti specifici da gennaio e nelle prossime settimane sono previste esercitazioni operative.

In Messico si giocheranno 13 partite: cinque nella capitale, quattro a Monterrey e quattro a Guadalajara. La Coppa del Mondo inizierà l’11 giugno con la partita inaugurale della nazionale messicana contro il Sudafrica allo stadio Azteca di Città del Messico. Prima ancora, però, a fine mese sono in programma quattro partite di qualificazione proprio a Monterrey e Guadalajara.

Nel frattempo le autorità cercano di spegnere l’allarme. I funzionari del governo federale e delle città ospitanti hanno incontrato i rappresentanti della Fifa per coordinare i piani di sicurezza. Dopo l’uccisione di “El Mencho”, il presidente della federazione internazionale Gianni Infantino aveva dichiarato di avere “piena fiducia” nel governo di Sheinbaum.

Per evitare che la narrazione della violenza spaventi i tifosi, diversi stati hanno avviato campagne promozionali per rassicurare i viaggiatori. Gli uffici turistici di Guerrero, Jalisco e Quintana Roo – lo stato che comprende mete come Cancún, Playa del Carmen e Tulum – hanno diffuso video di turisti che raccontano di essersi sentiti al sicuro anche nei giorni immediatamente successivi alla morte del boss.

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