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Egitto, all’udienza di Patrick Zaki i delegati europei restano fuori

Stamani intorno alle 13 ora locale si e' aperta l'udienza per decidere il rinnovo o meno della detenzione cautelare di altri 15 giorni per il ricercatore ed attivista egiziano

Pubblicato:07-03-2020 17:51
Ultimo aggiornamento:17-12-2020 17:06

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ROMA – “Il caso non e’ di vostra competenza“. Con questa motivazione stamani i giudici della Procura della sicurezza dello Stato, al Cairo, hanno interdetto l’accesso all’aula ai delegati di alcune ambasciate europee e dell’Unione, dove stava per svolgersi l’udienza per la richiesta di scarcerazione del ricercatore Patrick Zaki. L’agenzia Dire lo ha appreso da fonti vicine al giovane studente, secondo cui in particolare erano presenti rappresentanti dell’ambasciata degli Stati Uniti, d’Italia, della Svizzera e una delegazione dell’Unione Europea, in virtu’ del Meccanismo di monitoraggio processuale.

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Stamani intorno alle 13 ora locale si e’ aperta l’udienza per decidere il rinnovo o meno della detenzione cautelare di altri 15 giorni per il ricercatore ed attivista egiziano. La decisione non e’ ancora stata comunicata ai legali del ragazzo. Zaki da settembre e’ iscritto al master ‘Gemma’ dell’Universita’ ‘Alma mater studiourum’ di Bologna, ed e’ stato arrestato e incarcerato l’8 febbraio scorso, appena rientrato in Egitto per una breve vacanza, con l’accusa di sedizione su Facebook.

Giovedi’ l’attivista per i diritti umani e’ stato trasferito nel carcere di Tora, al Cairo, a oltre 200 chilometri da Mansoura, sua citta’ natale.

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