Bambino morto durante il Carnevale di Bologna, il carro ai raggi X dei Carabinieri Sis

Il carro è stato posto sotto sequestro subito dopo l’incidente da parte dei Carabinieri della Stazione Bologna Indipendenza
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BOLOGNA – Sarà la Sezione investigazioni scientifiche (Sis) del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Bologna a capire se il carro di carnevale da cui è caduto il piccolo Gianlorenzo Manchisi, morto ieri, era a norma. La Sis è stata, infatti, incaricata dalla Procura di effettuare i rilievi tecnici sul mezzo.

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Il carro, che è stato posto sotto sequestro subito dopo l’incidente da parte dei Carabinieri della Stazione Bologna Indipendenza, “sarà sottoposto alle misurazioni ed ai rilievi fotografici necessari a valutare la rispondenza o meno del manufatto alle norme previste per questo tipo di manifestazioni”, si legge in una nota. Proseguono, inoltre, gli accertamenti finalizzati ad accertare l’esatta dinamica della tragedia e le eventuali responsabilità degli organizzatori.

MORTE BIMBO, ZUPPI: TANTISSIMA FIDUCIA IN GIUSTIZIA

“Ho tantissima fiducia per capire le responsabilità e quindi anche per identificare eventuali problemi, perché non accada più chiaramente. Ma su questo abbiamo ovviamente fiducia nella giustizia, senza nessun problema. Ma oggi dobbiamo essere davvero tutti uniti insieme alla famiglia, alla comunità parrocchiale e sostenerci in questa tragedia che ci portiamo nel cuore, che è una grande sofferenza e un grande mistero”. Così l’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, torna sull’incidente che ha portato alla morte del piccolo Gianlorenzo, caduto da un carro durante la sfilata di carnevale di martedì, organizzata dal Comitato per le manifestazioni petroniane.

Il carro era pericoloso? Zuppi, a margine di un’iniziativa pubblica in Certosa, risponde così ai cronisti: “Non lo so. E’ la 67esima edizione, con tutti i certificati. Rimetterei tutto a chi deve indagare e deve dire questo. Oggi, onestamente, davvero non è quello il problema”. Questo tipo di approfondimento “ci sarà ed è necessario. C’è chi lo farà e ci darà la risposta”, afferma il vescovo: “La cosa più importante sia oggi che domani è essere uniti nella vicinanza e nell’amore che è la vera grande risposta di fronte al mistero del male”. Al di là delle cause e delle responsabilità, rispetto alla tragedia che è avvenuta “c’è un termine, che è strazio. Una cosa straziante. Un termine un po’ antico, dei nostri nonni- dice Zuppi- ma quanto è vero che di fronte a una cosa come questa c’è soltanto lo strazio. Anche per la banalità del male nel senso di come in una frazione di secondo, come hanno detto i genitori, è cambiato tutto”.

Di fronte a ciò “dobbiamo essere molto uniti”, ripete Zuppi: “Molti mi hanno scritto dicendo ‘questo è un figlio di Bologna’, come a dire un po’ figlio di tutti. Si rivela anche tanta solidarietà, tanta vicinanza, come dev’essere. Dobbiamo essere tanto uniti e dimostrare di fronte a questo la vicinanza, la difesa dell’amore, la solidarietà che ci dev’essere”. In questa situazione, “una cosa che ci può dare pace è la Quaresima che abbiamo iniziato ieri e la fede in un Dio- sottolinea l’arcivescovo- che dà la vita anche per il piccolo Gianlorenzo, che oggi viene accolto da Dio”. E poi, per Zuppi, c’è la preghiera: “Se prima la preghiera era intercessione, oggi è sempre di tanta consolazione, fa sentire l’amore di Dio che non è indifferente e illumina questo mistero”. Il male è “un mistero, del quale tutti noi facciamo fatica a comprendere e dare una spiegazione”, ricorda Zuppi: “La vera risposta è l’unità, l’amore e il sentire nella preghiera l’amore di Dio che si è fatto piccolo perche la vita non finisca”.

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