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20 anni senza Stanley Kubrick, oggi moriva il grande regista

La vita del cineasta ripercorsa attraverso i suoi capolavori
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ROMA – Un bambino su un triciclo percorre il corridoio di un hotel sperduto tra le montagne. Basta una frase ed è subito brivido: negli occhi dei cinefili appare il piccolo Danny di spalle e le due gemelline mano nella mano vestite di azzurro. “Shining”, il best seller letterario di Stephen King, diventa nel 1980 una pietra miliare della storia del cinema grazie a uno dei più grandi cineasti della storia.

Un artista indimenticabile, che nel corso della sua carriera ha realizzato 16 lungometraggi, lasciando su di loro la sua indelebile impronta autoriale. Parliamo ovviamente di Stanley Kubrick, il regista americano naturalizzato britannico, autore di pellicole come “Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba”, “Arancia Meccanica” e “2001:  odissea nello spazio”, che esattamente vent’anni fa, il 7 marzo del 1999, moriva, lasciando un vuoto difficilmente colmabile.

STANLEY KUBRICK, UNA VITA DEDICATA AL CINEMA

Nato a New York  il 26 luglio 1928, la sua passione per le immagini inizia a 13 anni, quando gli viene regalata la prima macchina fotografica dal padre. A soli 17 anni diventa fotoreporter per la rivista ‘Look’ (sua la celebre foto di un edicolante affranto dietro una risma di giornali che annunciano la morte di F. D. Roosevelt) e a 22 dirige il suo primo cortometraggio “Day of the fight” dedicato al pugile Walter Cartier.  Grazie a “Il bacio dell’assassino” riesce a catturare l’attenzione dell’attore Sterlyng Hayden, che convince la United Artists a finanziare “Rapina a mano armata”, di cui sara’ il protagonista.

Da lì in poi Kubrick potrà usufruire dell’appoggio finanziario delle major, ma riuscirà comunque a mantenere una forte linea autoriale. Direttore della fotografia, montatore, scenografo, scrittore, fotografo, Kubrick crea film che, come lui stesso ha dichiarato, “si ispirano più alla musica che alla letteratura”. Le note aiutano a creare contrasti e suscitare emozioni, come in “Arancia Meccanica” e “2001: odissea nello spazio”, film fantascientifico e visionario anticipatore di una societa’ ipertecnologica, per alcuni versi molto simile a quella nella quale stiamo vivendo e con il quale riesce ad aggiudicarsi il suo unico Oscar, per gli effetti speciali. 

La letteratura serve pero’ da ‘spartito’ per le sue composizioni visive e ad essa attinge a piene mani per elaborare le sceneggiature di buona parte dei suoi film, come “Orizzonti di gloria” di Humphrey Cobb, “Lolita” di Vladimir Nabokov, ma anche “Rapina a mano armata”, “Eyes wide shut” e molti altri. Esteta e fotografo di grande talento, Kubrick e’ anche un fine conoscitore della storia dell’arte e nei suoi film sono numerose le citazioni pittoriche che e’ possibile riscontrare, una tra tutte quella de “L’incubo” di Johann Heinrich Füssli in “Barry Lyndon”,  film nel quale ogni inquadratura sembra essere un tableaux vivant.

Dalla guerra (Paura e desiderio, Orizzonti di gloria e Full Metal Jacket), all’horror (Shining), al noir (Il bacio dell’assassino), passando per il thriller (Rapina a mano armata), la dark commedy (Il dottor Stranamore), la fantascienza spaziale e sociologica (2001: Odissea nello spazio e Arancia meccanica) e il film storico (Barry Lyndon), Kubrick si cimenta con quasi tutti i generi cinematografici a disposizione, riscrivendone i canoni secondo il suo stile unico, portando spesso sullo schermo personaggi che giocano sugli eccessi e suscitando pareri altalenanti da parte della critica, che non sempre riesce a capire ad una prima visione il carattere innovativo delle sue opere, per poi rivalutarle in un secondo momento.

Il suo e’ un lavoro maniacale, in cui la cura del dettaglio la maggior parte delle volte lo porta a sforare il budget a disposizione e ad allungare notevolmente i tempi di lavorazione, come avviene per il suo testamento cinematografico “Eyes wide shut”, opera postmoderna che racconta il tradimento reale/immaginario di una coppia in crisi. Il film, che ha come protagonista Tom Cruise e Nicole Kidman, impegnò la coppia di attori per ben un anno e mezzo, caso forse unico nella storia del cinema.

Sposato per tre volte e padre di tre figlie avute dall’ultima moglie, l’attrice Christiane Harlan, Kubrick si spegne a settant’anni nella sua casa nell’Hertfordshire in Inghilterra stroncato da un infarto che lo coglie nel sonno. Personaggio enigmatico e dal carattere schivo e riservato, nella morte come nella vita sceglie di andarsene in sordina, senza fare rumore. A lasciare un ricordo indelebile ci penseranno i suoi film.

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