Migranti, Bonino: “Intesa con Libia terrorizzante, creano lager”

ROMA - "Il memorandum con la Libia è a mio
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ROMA – “Il memorandum con la Libia è a mio modesto avviso davvero terrorizzante; l’ambasciatore tedesco che non è certo un signore in preda alle emozioni dice che i campi in Libia sono la cosa più vicina ai lager che lui abbia visto. Si tratta di campi che nessuno può visitare, ma le poche testimonianze parlano di buchi di 2 metri per 2 con 20 persone dentro, compresi i bambini“. E’ l’accusa che Emma Bonino ha rivolto al governo italiano e al ministro dell’Interno, Marco Minniti, nel corso di una conferenza stampa alla Sala stampa estera, riferendosi all’accordo sull’immigrazione.

L’ex ministro degli Esteri ed esponente di Radicali italiani ha presentato una iniziativa per celebrare in modo diverso la giornata dedicata alle donne, dando spazio alle storie di immigrate e rifugiate che hanno lottato per affermarsi nel nostro paese. Di quelle che ce l’hanno fatta e di quelle che ancora lottano. Erano infatti presenti Habiba Ouattara, rifugiata dalla Costa d’Avorio accolta dal centro Astalli a Roma, che ha fondato una piccola impresa di catering; Agitu Ideo Gudeta, rifugiata etiope che in Val di Gresta ha dato vita a un’azienda agricola; e di Princess Okokon, ex vittima di tratta, oggi mediatrice del Piam (Progetto Integrazione Accoglienza Migranti) di Asti.

Secondo Bonino “la questione integrazione, immigrazione, mobilità globale sono alcuni dei temi dirimenti del nostro presente e del nostro futuro. Di tutti gli inviti che avevo ricevuto per l’8 marzo- spiega- questi rappresentavano una società italiana incompleta, senza la presenza di una grande realtà che nel nostro paese conta oltre un milione di donne, dalle storie più diverse, che vivono qui e fanno parte della nostra società”. Quindi un 8 marzo insieme alle donne straniere anche per spiegare che “la società del nostro paese è cambiata e cambierà sempre di più”.

Certo, ammette Bonino, “mancano le donne clandestine, abbiamo 500 mila irregolari che non si riesce a regolarizzare se non superiamo la Bossi Fini, una di quelle stupidaggini che ci siamo inventati. E mancano anche quelle donne chiuse nei Cie che attendono lo status di rifugiate e che non possono uscire se non per andare in tribunale o in ospedale”.

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