Migranti, Costa (Pd): “Senza Schengen l’Europa implode”

“Non è certo con la sospensione di Schengen che si risponde alla crisi umanitaria e alla crisi della Ue"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print
S. Costa
S. Costa

ROMA – “Leggo con preoccupazione i risultati del IX rapporto sulla Sicurezza in Europa: gli italiani, più di francesi, tedeschi e spagnoli, chiedono il ripristino dei controlli sulle persone. Sei italiani su dieci vorrebbero la sospensione di Schengen. Sospendere Schengen significherebbe far implodere l’Unione Europea, distruggendo di colpo le speranze di noi europei e di tutti i popoli che vedono nell’Europa un orizzonte di nuova civiltà contro la barbarie di guerra e terrorismo”. Lo dice Silvia Costa (Pd), presidente della commissione Cultura del Parlamento europeo, che aggiunge: “Non è certo con la sospensione di Schengen che si risponde alla crisi umanitaria e alla crisi della Ue. Dobbiamo rafforzare il messaggio che l’Europa non è un insieme di trattati-zavorra dei quali liberarsi per qualche tempo. Viceversa, Europa sono i nostri giovani che si incontrano per studiare, fare impresa e innovare. Europa è la solidarietà che si mostra anche nei luoghi più inconsueti, dai teatri, agli stadi, alle piazze per gridare forte che non possiamo distogliere lo sguardo da chi muore in cerca di speranza. Se scioperassero tutti gli immigrati si fermerebbero fabbriche e famiglie. Questa deve essere la voce dell’Europa senza frontiere”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»