Sudan: “Il governo italiano si impegni per fermare i nuovi bombardamenti”

E' quanto chiedono attraverso un'interrogazione al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni i senatori Luigi Manconi, Silvana Amati, Roberto Cociancich, Elena Ferrara, Riccardo Mazzoni, Laura Puppato, Lucio Romano e Gian Carlo Sangalli
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

sudan_profughi

ROMA – “Il governo italiano si impegni per fermare i nuovi bombardamenti in Sudan e usi la sua influenza per chiedere il rispetto dei diritti umani nel Paese“. E’ quanto chiedono attraverso un’interrogazione al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni i senatori Luigi Manconi, Silvana Amati, Roberto Cociancich, Elena Ferrara, Riccardo Mazzoni, Laura Puppato, Lucio Romano e Gian Carlo Sangalli. L’interrogazione segue l’audizione dello scorso 25 febbraio in Commissione Diritti umani a Palazzo Madama, nell’ambito della presentazione annuale del Rapporto sul Sudan di Italians for Darfur, di un’attivista sudanese e presidente della ong Darfur women action, Niemat Ahmadi, sopravvissuta al genocidio e fuggita dal suo paese dopo aver ricevuto minacce di morte. L’appello di Ahmadi è stato raccolto e rilanciato con l’interrogazione, nella quale si chiede di sapere “se e quali iniziative il Governo italiano intenda intraprendere, visti i considerevoli rapporti diplomatici ed economici con il Sudan, per chiedere conto al Governo sudanese della recrudescenza dell’azione militare nell’area del Jebel Marra. Se attraverso i rapporti diplomatici si possa favorire la ripresa dei colloqui di pace e la cessazione dei bombardamenti e delle ostilità e, infine, se e quali azioni possa mettere in campo la nostra cooperazione all’interno del sistema dell’assistenza umanitaria delle Nazioni unite o dell’Unione europea per portare generi di primo conforto e assistenza sanitaria agli sfollati del Darfur coinvolti e colpiti nei recenti attacchi”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»