Cultura. Pittella: “Cineteca lucana nostro patrimonio”

POTENZA - Il giro del presidente Pittella per inaugurare le
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

PittellaPOTENZA – Il giro del presidente Pittella per inaugurare le opere e gli interventi realizzati dall’amministrazione comunale di Oppido Lucano è iniziato dalla sede della Cineteca Lucana. Insieme al governatore c’erano anche il consigliere regionale Vito Santarsiero, il direttore della Lucana Film Commission, Paride Leporace e la dirigente dell’Ufficio regionale Sistemi culturali e turistici, Patrizia Minardi. L’edificio che ospita la cineteca – situato in pieno centro cittadino a pochi metri dal Municipio – ha ora a disposizione nuovi locali, ristrutturati e rimessi a nuovo dall’amministrazione comunale di Oppido, con l’intento di migliorare ulteriormente le attività di recupero e conservazione del patrimonio cinematografico.

   Visibilmente sorpreso dalla ricchezza di documentazione e materiale, il governatore lucano ha espresso “soddisfazione per quanto realizzato e per l’intervento di valorizzazione di una Cineteca dal valore culturale inestimabile. La cultura – ha aggiunto Pittella – è uno strumento fondamentale per la promozione del nostro territorio. Ed anche in questo caso la strada da percorrere è quella del fare e degli atti concreti”.
   Importante per la nascita e per la valorizzazione della Cineteca Lucana di Oppido è stato senz’altro il contributo di Regione Basilicata e Soprintendenza Archivistica della Basilicata. Le stesse opere di valorizzazione dei locali da poco realizzate, del resto, sono un esempio dell’interesse delle istituzioni regionali nei confronti della Cineteca.
“Il patrimonio della Cineteca – ha detto il presidente Pittella nel rivolgersi ai rappresentanti del Consiglio direttivo di Cineteca Lucana – è veramente significativo, e per questo motivo dobbiamo fare il possibile, anche a livello di individuazione di risorse, per renderlo fruibile a tutti, magari attraverso la digitalizzazione dell’immenso materiale”.
   Da qui, la proposta del presidente di “realizzare un documento istituzionale che acceleri l’iter per arrivare ad un Apq di terza fase per il cinema, e per quantificare le risorse necessarie”. Il materiale conservato dalla Cineteca lucana copre un arco cronologico che inizia dal diciottesimo secolo e comprende oltre dieci chilometri di pellicola. Sono ben 23 i Fondi ospitati dalla struttura, e da cui proviene un’immensa quantità di materiale. La Cineteca, costituita nel 1997 e nata per la raccolta di pellicole cinematografiche è diventata oggi luogo di conservazione di una grandissima quantità di materiale fra cui lungometraggi, cortometraggi, trailers, locandine ben conservate, ma anche attrezzature, proiettori, moviole, macchine del suono, macchine fotografiche (di diversi periodi storici) ed una biblioteca-emeroteca con archivi cartacei.
   Tra i Fondi più significativi, quello “Giacomo Gambetti” (che presenta migliaia di libri, foto di attori e registi del cinema mondiale), quello del critico letterario “Gian Luigi Rondi” (centinaia di libri sul cinema, decine di faldoni con documentari, fitta corrispondenza intercorsa con cineasti ed attori di tutto il mondo), il Fondo Anica (oltre 400 copie di lungometraggi di produzione italiana) o il Fondo “Giuseppe Bottai” (7 mila copie di cortometraggi didattici italiani e stranieri, 20 mila filmine, seimila volumi, diapositive turistiche, 500 proiettori Agfa).

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»