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Terremoto in Turchia, l’italiano disperso è l’imprenditore veneto Angelo Zen

L'uomo si trovava nella zona colpita dal devastante terremoto per motivi di lavoro. È l'unico connazionale che la Farnesina non è riuscita a rintracciare

Pubblicato:07-02-2023 09:46
Ultimo aggiornamento:07-02-2023 20:32
Canale: Mondo
Autore:
angelo zen
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ROMA – Si chiama Angelo Zen ed è un imprenditore veneto, originario della provincia di Vicenza, il cittadino disperso in Turchia nel terremoto che ha colpito il Paese e il nord della Siria provocando migliaia di morti. Lo ha comunicato il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani in collegamento su Rai 3 dalla sede dell’Inità di crisi della Farnesina.

Secondo Tajani, che è anche vicepresidente del Consiglio dei ministri, l’imprenditore, “impegnato nel settore automobilistico, al momento delle scosse di ieri mattina si trovava nella città di Kahramanmaras”, capoluogo della provincia che è stata l’epicentro del sisma.

Il ministro ha pregato la stampa di “non assediare la famiglia del cittadino veneto” e ha chiarito che la Farnesina “è stata autorizzata a fornire le notizie sull’uomo”. Sollecitato sulle voci relative al crollo della struttura in cui si trovava l’uomo, circolate sui media, Tajani non ha fornito alcuna conferma e ha affermato che “le notizie che girano sono molto imprecise“. Zen, ha sottolineato di nuovo il ministro, “al momento è impossibile da rintracciare”.

Come spiegava Antonio Tajani già stamattina su Twitter, l’italiano disperso si trovava in Turchia per ragioni di lavoro. Intanto, nella zona continua lo sciame sismico e si aggrava di ora in ora il bilancio delle vittime.

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RINTRACCIATI TUTTI GLI ALTRI ITALIANI

L’Unità di crisi del ministero degli Esteri ha rintracciato tutti gli italiani che erano nella zona del sisma. Tranne uno – spiega il ministro – Si sta cercando ancora un nostro connazionale, in Turchia per ragioni di lavoro. La Farnesina, fino ad ora, non è riuscita a entrare in contatto con lui”. Tajani, intervistato da Agorà su Rai 3, aggiunge: “L’unità di crisi della Farnesina ha contattato tutti gli italiani che erano nelle zone del terremoto: erano 61 nell’area più complicata e 168 nell’area più vasta. Il fatto è che non ci sono collegamenti, quindi non sappiamo nulla di lui. Continuiamo a ricercarlo”.

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