In Siria Assad riconquista Saraqeb, città di murales e sogni

L'operazione militare rientra nel piano di Assad di riottenere il controllo della provincia nord-occidentale di Idlib
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ROMA – In Siria è caduta anche Saraqeb, la città dei murales. Ieri le truppe del presidente Bashr Al-Assad hanno circondato il centro abitato e hanno bombardato per ore con il sostegno dell’aviazione russa, riprendendone infine il controllo.

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L’operazione militare rientra nel piano di Assad di riottenere il controllo della provincia nord-occidentale di Idlib, sfuggito all’esecutivo di Damasco in parte per via della ribellione della popolazione del 2011 e in parte per l’infiltrarsi di gruppi jihadisti. Saraqeb, dopo Maarat Al Naaman, è la seconda località dell’area riconquistata da Damasco e considerata baluardo della resistenza della popolazione.

A raccontare la sua storia è il sito web ‘Idlib Wall’, un progetto lanciato da un gruppo di attivisti col sostegno della Fondazione Friedrich-Ebert-Stiftung e altre istituzioni internazionali. La piattaforma raccoglie le immagini dei graffiti realizzati dagli abitanti di Saraqeb sin dal 2011 con l’obiettivo di “tramandare la memoria della storia contemporanea al popolo siriano”, “migliorare l’impatto della resistenza artistica siriana, per rafforzare il suo posto nella rivoluzione” e favorire “i contatti tra i diversi attori” di questo movimento dal basso.

Come scrivono ancora gli attivisti, sui muri della città “la popolazione ha raccontato i primi mesi della rivoluzione pacifica” e “i valori” che la determinarono: “Vita, libertà, desiderio, rabbia, amore, sogni, speranza, resistenza”. Quando la rivoluzione si è trasformata in una guerra civile, a cui poi hanno partecipato eserciti stranieri e gruppi armati, a Saraqeb la gente ha continuato a ricorrere alla street art per raccontare “il conflitto, la tragedia, la morte e la lotta contro il dispotismo in tutte le sue forme”.

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“Col passare degli anni – proseguono gli attivisti – quei murales sono diventati fonte d’ispirazione per i siriani, ovunque si trovassero”. “Il Sole sorgerà domani”, “la rivoluzione continua”, “la storia più bella è quella del futuro”, “i vostri aerei non potranno bombardare i nostri sogni”, si legge su alcune delle decine di foto di murales condivisi sul portale.

Si va dalle semplici scritte a messaggi colorati e complessi, fino a disegni dal forte impatto visivo. Come la bambina che porta sulle spalle un cuore, che è al contempo la chioma di un albero sradicato a causa di un missile, oppure una raffigurazione dell’articolo 3 della Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo. Il testo, in cui si ribadisce il diritto di tutti a vivere in libertà e sicurezza, è “bollato” da un timbro rosso con su scritto “tranne ad Idlib”.

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L’assedio della provincia di Idlib ha già causato centinaia di morti e sta costringendo centinaia di migliaia di civili a lasciare le proprie case per rifugiarsi in Turchia. Ieri, il Consiglio di sicurezza dell’Onu si è riunito d’urgenza e ha chiesto a Siria e Russia una tregua “della carneficina” e l’apertura di corridoi umanitari per portare aiuti alle popolazioni assediate di Idlib. A unirsi all’appello anche l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, Josep Borrell.

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7 Febbraio 2020
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