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Pil, Fortuna: “Siamo diventati anello debole in Europa, dobbiamo reagire”

ROMA - “Al di là del dato preoccupante, ciò che appare drammatico è il significativo scostamento dalle previsioni autunnali della

Pubblicato:07-02-2019 14:00
Ultimo aggiornamento:07-02-2019 14:00
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ROMA – “Al di là del dato preoccupante, ciò che appare drammatico è il significativo scostamento dalle previsioni autunnali della stessa Commissione Ue. Il calo di un punto percentuale in tre mesi denota un aggravamento della situazione, dovuto sicuramente al rallentamento della crescita globale del commercio internazionale, unito però a fattori di debolezza della domanda interna”. Così Fabio Fortuna, economista e rettore dell’Università Niccolò Cusano, a Radio Cusano Campus, intervenuto a Radio Cusano Campus riguardo le previsioni della Commissione Ue sulla crescita del Pil italiano. 

“Anche il dato dell’Istat- ha aggiunto- conferma che le vendite diminuiscono e i consumi non sono al passo. La recessione è un sostantivo che speravamo di non dover utilizzare, ma i fattori di pericolo che temevamo si stanno purtroppo materializzando. Di fronte a questo scenario è evidente che il governo dovrà correre ai ripari e fare qualcosa affinchè la crescita possa essere superiore rispetto a quanto si sta delineando. L’unica consolazione nei dati della Commissione Ue è che per il 2020 si prevede un +0,8%. Peggiora anche il dato dell’area Euro, questo ci dice che anche l’Europa ha le sue difficoltà, ma non possiamo pensare al mal comune mezzo gaudio”. 

“La nostra è una situazione di debolezza assoluta- ha concluso Fortuna- siamo diventati un anello molto debole e in qualche modo dobbiamo reagire”.


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