Elezioni, Berlusconi: “Chi costruisce non aspetti licenza”. Un condono? “Chiamatelo come volete”

L'edilizia è stata bloccata dalle imposte introdotte dal governo Monti che hanno fatto perdere 550mila posti al mondo dell'edilizia
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ROMA – “Bisogna cambiare le regole: chi deve costruire una casa o aprire un’attività commerciale, non dovrà più aspettare anni per permessi e licenze. Dovrà dichiarare l’inizio dell’attività e assumersi la responsabilità di rispettare le leggi. Solo dopo verranno i controlli”. Lo afferma Silvio Berlusconi a Radio 24, dove precisa: “C’è la possibilità di una sanatoria edilizia per i casi di quello che si chiama abusivismo di necessità, solo se si restringe con il massimo rigore il concetto di necessità“.

Un condono?

“Chiamatelo come volete, l’importante è che si cambino queste regole attuali. Serve per raggiungere anche quella una pace sociale che oggi non c’è tra cittadini e fisco. L’edilizia è stata bloccata dalle imposte introdotte dal governo Monti che hanno fatto perdere 550mila posti al mondo dell’edilizia”, conclude.

La reazione di Salvini: “Dico no, dico fortemente no, a ogni ipotesi di condono per abusi edilizi”

“Rilanciare l’edilizia è fondamentale, togliendo burocrazia e tagliando tasse folli come l’Imu su capannoni e negozi sfitti. Bisogna anche bloccare le aste giudiziarie al ribasso, che falsano il mercato. Ma dico no, dico fortemente no, a ogni ipotesi di condono per abusi edilizi: il nostro territorio è già troppo cementificato, occorre abbattere tutte le costruzioni abusive, a partire dalle zone più a rischio”. Così il segretario della Lega e candidato premier Matteo Salvini commenta la proposta di Silvio Berlusconi di un condono edilizio per la flat tax.

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