Terremoto, Errani: “Centro Italia a rischio spopolamento”

ROMA - In futuro le zone del Centro Italia dovranno
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Errani


ROMA – In futuro le zone del Centro Italia dovranno affrontare un problema più grande di altri, “quello dello spopolamento“. Così il Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione nei territori del centro Italia colpiti dagli eventi sismici del 2016, Vasco Errani, in Commissione Lavori pubblici, comunicazioni e Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici congiunte sulle ipotesi di modifica della nuova disciplina sui contratti pubblici.

“Un problema già in essere prima del 24 agosto- sostiene Errani- con dati particolarmente significativi. Alcuni comuni, prima di quella data, avevano tassi spopolamento molto alti, tra il 2000-10 sopra il 50%, con età media sopra i 62 anni. E’ un territorio dunque fragile”, aggiunge Errani.

Per la ricostruzione delle zone terremotate in Centro Italia, aggiunge Errani, “affronteremo problemi robusti. Lo dico perchè qualcuno sicuramente ci metterà davanti al cronometro, ma qui non si ricostruisce con il cronometro“. Il Commissario per la ricostruzione annuncia infine che “entro 10 giorni sarà pronta una nuova ordinanza per il recupero dei danni nelle abitazioni private. Saremo di fronte a problemi molto seri perchè si tratta di centri storici e borghi interconnessi strutturalmente. Di alcuni di questi borghi è persino difficile avere la tracciabilità della proprietà”.

 

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»