Usa, Biden contro Trump: “Ieri giornata nera, colpa sua e dei terroristi”

"Quanto è accaduto era prevedibile dati i suoi continui attacchi ai fondamenti della democrazia"
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ROMA – “Quella di ieri è stata una delle giornate più nere della storia del nostro Paese”. Così il presidente eletto Joe Biden si è espresso sui fatti di ieri a Washington, quando centinaia di manifestanti pro-Trump hanno assaltato il Campidoglio, dove i membri del Congresso erano riuniti per ratificare la vittoria del candidato democratico. “Non si è trattato di dissidenti, non chiamateli manifestanti- ha continuato Biden- bensì rivoltosi, insurrezionalisti, terroristi interni“. Quindi ha puntato il dito contro il presidente uscente Donald Trump, affermando che quanto e’ accaduto era prevedibile dati i suoi “continui attacchi ai fondamenti della democrazia”. Infine ha riconosciuto che le forze di sicurezza dispiegate ieri intorno all’area di Capitol Hill erano “molto meno numerose” rispetto a quelle mobilitate l’estate scorsa al Lincoln Memorial, in occasione delle manifestazioni per denunciare l’uccisione di George Floyd e gli abusi della polizia sugli afroamericani. Il presidente eletto ha poi detto che è stata una delle sue nipoti, Finnegan, a segnalargli il problema inviandogli una foto di quella giornata. Biden, che si insedierà alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio, ha parlato nel corso della cerimonia sulla nomina del Procuratore generale, Merrick Garland. 

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