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Roma. Patrimonio, Cossutta (Casa delle Donne): “Dalla sindaca delibera bugiarda”

Dura bocciatura da parte della presidente della Casa Internazionale delle Donne di Roma per la delibera sul patrimonio voluta dalla sindaca Raggi
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ROMA – “Una delibera bugiarda”. È una condanna senza appello quella pronunciata sul suo profilo Facebook da Maura Cossutta, presidente della Casa Internazionale delle Donne di Roma, all’indirizzo della sindaca della Capitale, Virginia Raggi, rispetto alla recente delibera di Giunta che ridefinisce le linee di gestione del patrimonio immobiliare capitolino in concessione.

“La questione della gestione del patrimonio immobiliare pubblico- continua Cossutta- e’ una grande questione politica per il futuro e la visione della citta’. Servirebbero scelte coraggiose, lungimiranti, politiche. Invece la sindaca Raggi ha partorito una delibera di Giunta che e’ fondamentalmente una delibera bugiarda. Non risolve i problemi drammatici di questi anni, non cambia nulla rispetto alle cause di questa situazione, non dice nulla sul principio che sul patrimonio indisponibile destinato a finalita’ sociali e culturali il Comune di Roma non puo’ e non deve fare cassa, nulla sul riconoscimento del valore di queste attivita’ che rappresentano per la comunita’ cittadina e per l’Amministrazione veri beni comuni e quindi una ricchezza e non un costo”.

Una delibera che, osserva la presidente della Casa, “e’ di fatto un rinvio, e’ persino una dichiarazione di fallimento della sua politica. La sindaca ammette infatti, con questo atto ufficiale, che la politica portata avanti dal Comune di Roma – e che la sua amministrazione ha continuato – non solo non e’ riuscita a portare ‘ordine e legalita” e neppure a salvaguardare l’uso sociale del patrimonio pubblico della citta’, ma ha addirittura provocato il degrado di quei beni che il Comune ha tolto alle associazioni. La sindaca non mette in discussione quella politica sbagliata, prende solo tempo”.

Secondo Maura Cossutta si tratta “soprattutto di una delibera bugiarda, perche’ mentre dice di non voler piu’ procedere agli sgomberi, non costruisce coerentemente nessuna condizione affinche’ le associazioni, le realta’, le esperienze, gli spazi sociali interessati siano messi in grado di sopravvivere. Mentre la Raggi rinvia, continuando pero’ a chiedere alle associazioni di svolgere i servizi, pagare le manutenzioni e il canone di affitto, le associazioni rischiano la sopravvivenza”.

A complicare la situazione, infatti, e’ arrivata la pandemia Covid-19 che “ha totalmente stravolto gli scenari e tutte le associazioni che gestiscono beni pubblici, che svolgono attiva’ culturali, di ristorazione e di accoglienza, che offrono servizi sociali senza contributi pubblici, hanno visto drasticamente ridotte se non annullate le proprie possibilita’ di finanziamento. E questa e’ anche la situazione della Casa Internazionale delle Donne e di tanti altri luoghi”.

Continua la presidente della Casa di via della Lungara 19: “Ci aspettavamo che la sindaca rispettasse almeno il voto del Parlamento, che con questa ultima legge finanziaria ha espresso un riconoscimento politico chiaro del ruolo svolto dalle associazioni e dai luoghi delle donne, soprattutto nella fase di pandemia, e ha esplicitamente affermato il diritto a usufruire di beni pubblici in comodato d’uso gratuito. Da parte della sindaca non c’e’ nulla- chiosa- Nessuna assunzione di responsabilita’ politica, in coerenza con il senso politico di quel riconoscimento a livello nazionale. Non c’e’ neppure la previsione di ristori, che si danno alle imprese, o l’annullamento del canone, come si sono annullate le scadenze fiscali per le imprese. La sindaca di Roma la chiama legalita’, ma e’ un deserto che sta costruendo”.

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