Iraq, Washington smentisce: “Mai deciso il ritiro delle truppe”. È giallo

Il ritiro delle truppe americane dall'Iraq sarebbe stato per errore. Intanto oggi in Iran si svolge la terza giornata di esequie del generale Soleimani
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ROMA – Gli Stati Uniti avrebbero annunciato il ritiro delle proprie truppe dall’Iraq per errore. Questo il quadro che emerge, dopo che ai giornalisti il segretario alla Difesa Mark Esper ha spiegato che il governo degli Stati Uniti non è a conoscenza della lettera con cui un generale americano avrebbe dichiarato che Washington è pronta a rimpatriare i propri contingenti militari. Ieri infatti vari media avevano riferito di una missiva in cui William H. Seely, il generale americano a capo delle forze statunitensi di stanza in Iraq, comunicava ai vertici delle forze militari irachene di accogliere la richiesta di Baghdad di lasciare l’Iraq.

“Non abbiamo ancora assunto nessuna decisione al riguardo”, ha detto Esper, affermando che i vertici della Casa Bianca e del Pentagono “non sanno nulla di quella lettera. Stiamo cercando di scoprire da dove proviene e di cosa si tratta”. Il messaggio del generale in capo era diretto ad Abdul Amir, vicedirettore delle Operazioni congiunte e cominciava annunciando di voler dare seguito alla richiesta del governo iracheno agli Stati Uniti di lasciare il Paese: “Come richiesto dal Parlamento iracheno e dal Primo Ministro – si legge nel testo diffuso dall’emittente Bbc – le Forze congiunte (Combined joint task force – Operation inherent resolve, Cjtf-Oir) riposizioneremo le forze nel corso dei prossimi giorni e settimane, in preparazione alla partenza successiva”. 

La vicenda avviene in un momento di crescenti tensioni tra gli Stati Uniti, l’Iraq e l’Iran. Tra giovedì e venerdì in un raid ordinato dal presidente Donald Trump un drone da combattimento ha ucciso due alti militari di Iran e Iraq, rispettivamente il generale delle forze iraniane Al Quds, Qassam Soleimani, e il vicecomandante di una milizia paramilitare integrata nell’esercito iracheno, Abou Mahdi Al-Mouhandis, suscitando la dura reazione delle autorità di Teheran e Baghdad. Oggi in Iran si svolge la terza giornata di esequie del generale Soleimani, molto vicino alla Guida suprema Ali Khamenei, a cui hanno partecipato migliaia di persone. Le autorità hanno promesso di vendicare con durezza quello che considerano un attacco terroristico all’Iran. Il governo di Baghdad invece ha chiesto ai contingenti stranieri di lasciare l’Iraq, contestando a loro volta l’aggressione diretta alla sovranità e alla stabilità del Paese.

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7 Gennaio 2020
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