Ventenne morta a San Giorgio a Cremano, Asl: “118 sul posto dopo soli 23 minuti”

Così la direzione della Asl Napoli 3 Sud precisa tempi e modalità di soccorso prestato a Rosa Abate, la ragazza deceduta per arresto cardiaco lo scorso 4 gennaio
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NAPOLI – “Al momento della chiamata tutte le ambulanze associate alle postazioni della rete 118 previste nei dintorni del luogo (San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano, Pollena, S. Anastasia, Torre Annunziata, Torre del Greco) erano intervenute su altre situazioni di emergenza, per cui il sistema informatizzato ha attivato il mezzo più vicino disponibile presente a Marigliano, che alle 12:10, ossia dopo soli 23 minuti, è giunto sul posto”. Così, in una nota, la direzione della Asl Napoli 3 Sud precisa i tempi e le modalità del soccorso prestato a Rosa Abate, la ventenne deceduta per un arresto cardiaco lo scorso 4 gennaio a San Giorgio a Cremano.

La chiamata alla Centrale Operativa 118, prosegue la nota, è giunta alle 11:46 riferendo agli operatori di una persona a letto non cosciente e, apparentemente, priva di attività respiratoria oltre che già cianotica. “Il tempo impiegato per il soccorso, 23 minuti e non certo un’ora come riportato dai media – spiega il direttore generale Asl Napoli 3 Sud Gennaro Sosto – è stato causato dall’anomalo concomitante impiego di tutte le altre ambulanze presenti nei dintorni del luogo da cui è partita la richiesta che, normalmente, avrebbero impiegato un tempo molto minore per arrivare sul punto dell’intervento.

In realtà situazioni del genere, pur se il caso in questione parrebbe non essere attinente, non fanno altro che confermare la qualità organizzativa della rete IMA (Infarto Miocardico Acuto), anche in particolari condizioni di eccezionalità come quelle manifestatesi che, pur in presenza del contemporaneo utilizzo di ben sette mezzi di soccorso afferenti alla stessa area, consente di garantire risposte nelle tempistiche previste”. “Naturalmente – conclude Sosto – tutto questo nulla toglie alla gravità di una tragedia che ci lascia sgomenti e dalla quale intendiamo raccogliere la sfida per puntare a fare sempre meglio il nostro lavoro di operatori di una sanità pubblica che deve stare sempre dalla parte di chi ha bisogno per offrire servizi di qualità a tutti i cittadini”.

BALZANELLI: IN CASO DI CODICE ROSSO L’ARRIVO DEI SOCCORSI DEVE AVVENIRE ENTRO 8 MINUTI”

“La morte improvvisa di una giovanissima ragazza desta sconcerto. Configura la dimensione piu’ atroce della strage compiuta quotidianamente dall’arresto cardiaco improvviso che miete, impietosamente, in Italia e nel mondo, vittime a qualunque fascia di eta’, non risparmiando praticamente nessuno. Ma, pur nella tragedia del dramma piu’ inatteso e devastante, che caratterizza l’evento per se stesso, vi e’ una questione su cui non si puo’ e non si deve tacere: il ritardo significativo del Soccorso istituzionale prestato a questa ragazza dal Sistema 118 territorialmente competente”. Lo dichiara, in una nota, Mario Balzanelli Presidente Sis 118.

“Aldila’ delle tempistiche riferite dai parenti (tempo di arrivo di 1 ora dalla prima chiamata alla Centrale Operativa), e delle doverose verifiche che ad essa seguiranno nelle sedi opportune, e aldila’ delle possibilita’ concrete di sopravvivenza rispetto alla natura e all’entita’ dell’evento patologico che ha determinato il decesso, rimane che in caso di “codice rosso” l’arrivo presso il paziente di un mezzo di Soccorso del SET118 con a bordo personale sanitario in grado di fare diagnosi e terapia di emergenza potenzialmente salvavita- sottolinea Balzanelli- deve essere immediato, fulmineo, entro pochi minuti, definiti peraltro molto chiaramente dal legislatore, 8 minuti dalla chiamata in Centrale Operativa, in area urbana, e 20 minuti dalla chiamata, in area extraurbana”.

“Pare, dalle dinamiche emerse dalle testimonianze, che questi parametri temporali siano stati piu’ che ampiamente disattesi. Nei casi piu’ gravi questo significa morte certa. L’invocata riforma legislativa del 118 fu da noi chiaramente motivata perche’ si evitassero i morti evitabili. Ancora una volta, pare che il Sistema di Emergenza Territoriale non abbia potuto perche’ oggettivamente non in grado, considerato intanto che nei tempi si puo’ stare esclusivamente quando si ha a disposizione un numero sufficiente di mezzi e che la massimizzazione delle possibilita’ di salvezza puo’ realisticamente aversi quando a bordo di quei mezzi vi e’ qualcuno che puo’ fare la differenza nelle situazioni critiche, il che significa, sul piano organizzativo, previsione e presenza organici medico – infermieristici pieni e non vuoti”.

“accia riflettere – conclude Balzanelli -, questa ennesima morte, il Governo ed il Ministro della Salute sulla necessita’ piu’ assoluta ed improcrastinabile della riforma e sui suoi – piu’ che evidenti – contenuti”.

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7 Gennaio 2020
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