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Di Maio fa il finto buono, ma ora è Renzi che pensa a rompere

L'editoriale di Nico Perrone, direttore dell'Agenzia di Stampa Dire, per DireOggi | Edizione del 6 dicembre 2019
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ROMA – La telefonata di Beppe Grillo imbufalito per l’atteggiamento di Di Maio. Subito smentita dagli uomini del capo politico del M5S, ma confermata da altri ‘grillini’. Poi la minaccia di un documento dei parlamentari pentastellati per sfiduciarlo da Capo politico. Alla fine Luigi Di Maio ha capito il messaggio e nelle ultime ore ha vestito i panni del pompiere pronto a spegnere ogni incendio dentro l’alleanza di Governo. Quanto durerà?

Intanto le cronache parlano dell’attivismo dei suoi nel Sud per aprire centri di studio del M5S strettamente collegati però al Capo politico. I maligni pensano che Di Maio si stia attrezzando, quando arriverà il momento, a strappare e mettersi alla testa di un suo pezzo di Movimento.

Ma nei Palazzi della politica oggi si parla anche della tentazione di Matteo Renzi. Potrebbe essere proprio il leader di Italia Viva a strappare, a mandare a rotoli il Conte 2. Questi i ragionamenti che si fanno a livello trasversale: «È vero che Renzi è sotto botta della magistratura per la sua Fondazione Open; vero che avrebbe bisogno di più tempo per strutturare meglio il suo partito ma adesso il tempo è suo nemico. Avete sentito i suoi toni? È già in campagna elettorale».

Insomma, visto che la maggioranza sta lavorando ad una legge elettorale proporzionale di tipo spagnolo che ucciderebbe Italia Viva, visto che l’inchiesta su Open potrebbe allargarsi e colpire la sua immagine, meglio anticipare tutti e puntare alla campagna elettorale come il nuovo partito che vuol togliere le tasse. Sapendo che si andrebbero a rieleggere 945 e non 600 parlamentari e che il Pd sarebbe costretto per non affondare ad aggrapparsi comunque a Italia Viva. Questo l’azzardo, gli riuscirà?

Stando a chi lo contrasta, infatti, nel momento in cui dovesse rompere si ritroverà “fregato”, perché i i suoi di Italia Viva verrebbero prontamente rimpiazzati da un numero uguale di ‘responsabili’ che arriveranno da chi non vuol tornare a casa per sempre.

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 6 DICEMBRE 2019

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