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Compravendita di posti pubblici, tra gli indagati anche il sindaco di Sant’Anastasia

Le investigazioni hanno rivelato "un mercimonio della funzione pubblica svolta dal sindaco, dal segretario comunale e dal consigliere comunale"
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NAPOLI – Questa mattina il comando provinciale della guardia di finanza di Napoli, al termine di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola, ha dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare emessa dal gip del Tribunale di Nola applicativa della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di 4 indagati e del divieto di dimora nella Regione Campania nei confronti di altri 2 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere e corruzione.

Le persone sottoposte alla misura della custodia cautelare in carcere, spiegano i militari della guardia di finanza, “sono il sindaco del Comune di Sant’Anastasia Raffaele Abete, il segretario generale dello stesso Comune, Egizio Lombardi, il consigliere comunale Pasquale Iorio e un imprenditore, rappresentante legale di una Società Cooperativa con sede legale e operativa a Salerno, perché ritenuti partecipi con distinti e precisi ruoli a un sodalizio criminoso finalizzato alla commissione di più delitti contro la Pubblica Amministrazione, segnatamente il compimento di atti contrari ai doveri di ufficio in cambio di utilità personali”.

L’attività investigativa si è avvalsa di attività tecniche, servizi di osservazione e pedinamento e acquisizioni documentali, consentendo di disvelare specifiche ipotesi di corruzione in relazione ad alcune procedure concorsuali indette dal Comune di Sant’Anastasia per la copertura di posti pubblici.

Le investigazioni, specificano le fiamme gialle, hanno rivelato “un mercimonio della funzione pubblica svolta dal sindaco, dal segretario comunale e dal consigliere comunale i quali si sono avvalsi delle competenze tecniche del rappresentante legale di una Società Cooperativa, imprenditore con una vasta esperienza nel campo della gestione di concorsi pubblici, per alterare e condizionare i risultati delle prove concorsuali pubbliche, mediante intervento informatico, ovvero alterazione dei punteggi relativi ai titoli esibiti ed ancora attraverso la divulgazione anticipata del materiale relativo alle prove scritte e orali, determinando in maniera programmata l’esito per ogni singolo candidato segnalato, il quale in ‘corrispettivo’ è tenuto a versare ai funzionari pubblici una somma di danaro, in tre soluzioni, precisamente prima di ogni singola prova di concorso (la prova preselettiva, la prova scritta e la prova orale) e pari ad una cifra che oscilla da 30.000,00 euro a 50.000 euro a seconda del tipo di ruolo – amministrativo o direttivo- o se a tempo determinato o indeterminato, ovvero se a tempo pieno o parziale”. 

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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