lunedì 14 Settembre 2026

Sanità. Cancro alla prostata, Mirone (Siu): con padre o nonno malato il rischio aumenta del 30%

"Colpisce con circa 46mila nuovi casi ogni anno e causa 7mila morti"

SORRENTO – “Prevenzione è una parola magica, purtroppo ancora oggi – nel 2025 – priva di contenuti o di gran parte dei contenuti necessari. In particolare stiamo parlando di quello che è il killer oggi del maschio, il cancro della prostata, che colpisce con circa 46mila nuovi casi ogni anno e causa 7mila morti. Stiamo quindi parlando di un cancro che ormai punta al primo posto, superando il polmone, e che se la gioca con il cancro alla mammella“. Lo ha spiegato all’agenzia Dire il responsabile Ufficio Comunicazione della Società Italiana di Urologia (Siu), Vincenzo Mirone, a margine del 98esimo congresso nazionale Siu, che si è aperto oggi a Sorrento e che si chiude domenica 9 novembre. “C’è però- ha proseguito- una piccola differenza: una donna fa 30 volte più prevenzione dell’uomo. Quindi stiamo parlando di un cancro in cui il maschio fa il suo Psa e se è entro i limiti si tranquillizza. Iniziamo subito a chiarire due, tre punti: il primo è che il Psa non fa diagnosi di cancro alla prostata, quindi non vi nascondete dietro questo dito mignolo della mano sinistra. Poi è necessario completare la prevenzione con una visita urologica e anche con un’ecografia“.

MIRONE: PREVENZIONE DEL CANCRO ALLA PROSTATA VUOL DIRE REALMENTE SALVARE LA VITA

Il punto però “più importante- ha evidenziato l’esponente del Consiglio Direttivo della Siu- è la familiarità: se c’è stato un padre, un nonno con un cancro della prostata, il vostro rischio di cancro aumenta del 30%, che è tantissimo. E quindi anche fare un’indagine all’interno della propria famiglia per verificare se via o meno una familiarità di un nonno, di un padre, ma anche di uno zio, vi metterebbe già in grado di iniziare una prevenzione dei tempi giusti. Fare prevenzione, soprattutto nel cancro alla prostata, vuol dire che operandolo o trattandolo nei tempi dettati dalla diagnosi precoce c’è una percentuali di guarigione che viaggia intorno al 92-93%. Quindi- ha concluso Vincenzo Mirone- prevenzione del cancro alla prostata vuol dire realmente salvare la vita“.

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