giovedì 11 Dicembre 2025

A Roma il Collegio San Giuseppe-Istituto De Merode inserisce l’IA nei programmi di studio

È stato presentato presentato, questa mattina a Roma, il 'Symbiotic Learning Project'

ROMA – Il Collegio San Giuseppe-Istituto De Merode ha presentato, questa mattina a Roma, il ‘Symbiotic Learning Project’, diventando la prima scuola italiana a inserire l’intelligenza artificiale nei propri programmi di studio.

I lavori si sono aperti con il saluto del direttore Alessandro Cacciotti, seguito dagli interventi, moderati da Angelica Bianco (AI ethics expert) di: Federico Mollicone, presidente VII Commissione Parlamentare (Cultura, Scienze e Istruzione); Marta Schifone, deputato XIX Legislatura; Aleardo Marco Giovannangelo, Coordinatore del Symbiotic Learning Project; Michele Petrocelli, professore di Economia Università G. Marconi; Davide Di Labio, Associate Partner, Advisory Kpmg in Italy; Federica Cosimelli, Partner Deloitte Legal; Matteo Giovannangelo, docente di Fisica, Study Case Symbiotic Learning Project.

L’onorevole Mollicone ha ricordato che “il ministro Valditara e il governo Meloni sono in prima linea per dare regole certe sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle scuole, in linea anche con gli investimenti previsti dal disegno di legge sull’intelligenza artificiale che da poco è stato approvato dal Parlamento. A settembre poi sono state approvate le prime linee guida su questa categoria e su quest’ambito. Il documento adottato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito intende, infatti, promuovere l’adozione cosciente e responsabile dell’intelligenza artificiale, al contempo garantendo la piena fedeltà alle normative nazionali ed europee sulla protezione dei dati personali, sull’etica e la sicurezza. Non bisogna essere ‘luddisti’ digitali, non bisogna avere paura dell’innovazione, bisogna invece avere la capacità di mantenere al centro l’uomo”.

Cacciotti ha spiegato che “il Symbiotic Learning Project è un progetto molto importante per far crescere la scuola, per far crescere l’educazione. Infatti il convegno è sull’intelligenza artificiale ma, anche sull’intelligenza educativa, cioè l’intelligenza artificiale nel campo dell’educazione. Oggi ci stanno due correnti molto differenti tra di loro: una parte di pensiero che demonizza l’intelligenza artificiale, pensando che sia un pericolo pubblico, che manderà i cervelli all’ammasso e che rivoluzionerà la società e porterà tantissimi problemi; dall’altra ci sono tantissimi aspetti che vanno veramente a poter migliorare e potenziare l’insegnamento, l’apprendimento, l’istruzione, l’educazione e noi puntiamo molto su questo. Crediamo che possa diventare uno strumento per aiutare sia i docenti, sia gli alunni, sia le famiglie. Noi come scuola vogliamo educare i ragazzi a saper utilizzare l’IA, non diventare degli strumenti nelle mani di questa intelligenza artificiale, averla come uno strumento che può aiutare a lavorare. Per esempio noi abbiamo scoperto che può essere molto utile per coloro che hanno delle problematiche di Bes (Bisogni Educativi Speciali, ndr) e di Dsa (Disturbi Specifici dell’Apprendimento, ndr) perché dà tantissimi strumenti per poter lavorare nonostante dislessie, disgrafie, discalcolie”.

Il coordinatore del Symbiotic Learning Project, Aleardo Giovannangelo, ha evidenziato il fatto che il progetto “è il primo tentativo innovativo in Italia di introduzione dell’intelligenza artificiale all’interno della programmazione didattica. Abbiamo iniziato questo percorso adottando dei livelli di formazione per i docenti, in quanto sono loro i responsabili della comunicazione e del ponte fra intelligenza artificiale e ragazzi e abbiamo attivato laboratori per studenti dalla quarta, quinta classe della scuola primaria fino ai licei. Questo, per permettere un potenziamento del pensiero critico, un utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale in virtù del fatto che fra qualche anno, nel loro mondo e nelle nuove prospettive lavorative, non si potrà fare a meno di avere la consapevolezza di utilizzo dello strumento”.

Marta Schifone ha posto l’accento sulla necessità di “investire in formazione Stem per dare ai giovani le competenze del futuro, ma anche il pensiero critico per usarle con responsabilità”. Federica Cosimelli ha offerto invece un contributo giuridico sull’etica dell’intelligenza artificiale, ricordando che “ogni algoritmo è una scelta umana, e come tale va regolata e compresa”. Davide Di Labio ha analizzato le trasformazioni del mondo del lavoro, sottolineando che “l’intelligenza artificiale non distrugge le professioni, ma le trasforma: servono nuove competenze, soprattutto le soft skills”. Per Michele Petrocelli ha illustrato i più recenti scenari di innovazione e sviluppo sostenibile, evidenziando “il ruolo dei dati e dell’intelligenza predittiva nei modelli economici futuri”.

Annalisa Berti ha quindi presentato due casi studio sull’applicazione dell’AI nella didattica personalizzata, offrendo una visione concreta del potenziale educativo delle nuove tecnologie. Il convegno si è chiuso con un momento simbolico: il direttore Cacciotti ha sottoposto a Gemini AI la traduzione di un testo originale dal greco antico e ne ha messo in evidenza alcuni errori, per ricavarne una lezione importante: “Non bisogna mai fidarsi al 100% dell’AI, ma usarla come alleata consapevole del sapere umano”.

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