FOTO | VIDEO | Scuola, a Milano una seconda ‘vita’ per i banchi sostituiti da Arcuri

Bando comunale assegna i primi 100 a attività per i bimbi al parco del Ticino
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MILANO – Vecchi banchi di scuola che trovano nuove case. A Milano, stamane, una cooperativa di Vigevano ha ritirato i primi 100 banchi dismessi (su 3.000) che il Comune di Milano aveva messo a bando lo scorso 11 ottobre per il riutilizzo da parte di realtà senza scopo di lucro. A donarli, insieme allo stesso numero di sedie, è l’istituto comprensivo ‘Franceschi’ di via Muzio, che rientra tra i destinatari dei circa 16.000 banchi chiesti dalle scuole di Milano al commissario Arcuri; mentre a riportarli a nuova vita sarà la ‘Colonia Enrichetta’ di Abbiategrasso, nata nel 1919 come centro elioterapico per i malati di tubercolosi, poi nel secondo dopoguerra asilo comunale di suore rosminiane, infine colonia estiva e dal 2017 centro ricreativo per ragazzi.

LE ATTIVITÀ SVOLTE DAL CENTRO RICREATIVO PER RAGAZZI

“Colonia Enrichetta- spiega alla ‘Dire’ il responsabile della cooperativa gestrice Lorenzo Fusani- organizza attivita’ educative e socio-ricreative per bambini dai 6 ai 14 anni nel cuore del parco del Ticino. Le nostre sono attivita’ collaterali alla chiusura delle scuole. D’estate, in particolare, accogliamo circa 170 bambini a settimana nei nostri campi estivi”.

Diecimila metri quadrati di struttura, con sale studio, area campeggio, piscina, sala multimediale attrezzata, foresteria, sala giochi, noleggio bici per escursioni nel parco: “Grazie alla vittoria di questo bando, aumenteremo la nostra dotazione tecnica in un modo che si sposi perfettamente con la nostra etica di fare cooperazione, ovvero quello di ottimizzare risorse senza sperpero di fondi pubblici”, aggiunge Fusani.

Nelle intenzioni del Comune di Milano questa e’ la prima di una lunga serie di storie a lieto fine: “Entro la fine dell’anno (solare, ndr) puntiamo ad assegnare i restanti banchi, ed arredi in genere, ad altre realta’ sociali che riteniamo idonee, come gli oratori. ‘Base’, ad esempio, ha gia’ manifestato interesse. Il tema del riuso e dell’antispreco e’ per noi molto importante, anche specialmente in ottica educativa, percio’ invitiamo altre associazioni a farsi avanti”, commenta alla ‘Dire’ l’assessora all’Istruzione di Palazzo Marino Laura Galimberti. Si tratta, facendo due calcoli, di circa 3.000 banchi da riassegnare sui 16.000 monoposto richiesti ad Arcuri, a cui sottrarne altri 3.000 non riutilizzabili per vetusta’ e una quota maggioritaria (circa 10.000) conservata e/o impiegata da circa un centinaio di istituti milanesi, tra primarie e secondarie di primo grado, per l’adeguamento degli spazi scolastici alle regole anti-Covid.

Il bando dunque, precisa Galimberti, e’ stata una risposta del Comune alla “emergenza banchi” che gli enti locali si sono trovati ad affrontare tra agosto e settembre. “Le scuole hanno chiesto le forniture direttamente al commissario Arcuri senza che ci fosse una tracciatura tramite le amministrazioni comunali, salvo poi una circolare ministeriale di settembre che ha esplicitato il supporto degli enti locali nella sistemazione dei banchi vecchi”. Migliaia di componenti d’arredo, da inventariare e smaltire finiscono quindi sul groppone del Comune: “Noi non siamo un piccolo paese, parliamo di grandi numeri, percio’ avviammo al tempo un’indagine tra presidi per capire di che cifre stessimo parlando”.

Monitoraggio tutt’ora in corso “dal momento che alcune forniture dal ministero stanno continuando ad arrivare”, percio’ “ci sono ancora scuole che stanno accatastando banchi per il loro ritiro”. Nella rete dell’indagine comunale finisce per l’appunto, la scuola di via Muzio: “Noi abbiamo ricevuto 400 banchi monoposto- racconta alla ‘Dire’ la dirigente scolastica Simona Chiacchiari- banchi che ci sono serviti tutti per arredare i nostri locali secondo le norme di prevenzione del contagio e quelle di sicurezza antincendio”. Molti dei vecchi banchi, i classici quadrati in legno bianchi e marroni o bianchi e rossi identici a quelli ritirati da Fusani, sono stati impiegati insieme ai nuovi; altri ancora conservati nei sotterranei del plesso di via Muzio.

“Le nostre aule non sono cosi’ ampie per quanto la struttura sia grande- prosegue la preside che quest’estate ha dovuto far di conto, metro alla mano- Il Comune ha colto le nostre necessita’ e ci ha aiutato sia coinvolgendoci in uno studio sugli spazi fatto dal Politecnico, grazie al quale siamo riusciti a collocare gli arredi in modo efficiente, sia ora con lo smaltimento dei banchi da dismettere”. Iniziativa, quella di Palazzo Marino, con cui la preside ha fatto ‘di necessita’, virtu”, come si suol dire: “Questo riutilizzo e’ fondamentale per noi che vogliamo essere molto attenti al tema eco-sostenibilità. Seguiamo tanti progetti antispreco, ad esempio, e presto, quando i lavori di messa in sicurezza dei cortili saranno finiti, avremo anche un nostro orto”.

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6 Novembre 2020
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