VIDEO | Asi Benevento: “Al Sud usare fondi Ue per tornare a competere con il Nord”

Lo ha dichiarato alla Dire Luigi Barone, presidente del Consorzio Asi Benevento e consigliere Ficei con delega a Sud e Zes
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NAPOLI – Al Sud “c’è un problema sia di uso delle risorse che delle risorse stesse. Se mettessimo a sistema dei progetti seri, credo che potremmo fare molto di più”. Così alla Dire Luigi Barone, presidente del Consorzio Asi Benevento e consigliere Ficei con delega a Sud e Zes. “Anche sui fondi europei – prosegue – non è che possiamo pensare di programmarli sempre e solo per le piazze o per i marciapiedi, noi siamo delle aree sottosviluppate che hanno bisogno di progetti seri per tornare a competere con le altre regioni“. La competizione per Barone è oggi “nazionale, rispetto a un Nord che magari ha una burocrazia più snella, con meno complicazioni, e che può contare su infrastrutture migliori: se per fare Benevento-Napoli si impiega un’ora e mezza e per coprire la stessa distanza nell’area di Milano o di Bologna ci vuole mezz’ora, è chiaro che ha un impatto per esempio per la logistica“. E ce n’è un’altra di competizione “con i paesi dell’Est con una serie di aziende che hanno delocalizzato e altre ancora che lo stanno facendo. Se un imprenditore qui ha un costo del 100% superiore, perché non dovrebbe andare in Romania, Bulgaria o Slovenia? Vanno create le condizioni – avverte Barone – per produrre qui senza costi maggiori. Se ci riusciamo bene, altrimenti andremo indietro”. E anche sulle Zes il presidente del Consorzio Asi Benevento è chiaro: “sono ferme, o diventano realmente funzionali alle esigenze del Mezzogiorno o e’ meglio toglierle di mezzo”.

ASI BENEVENTO: “SBUROCRATIZZAZIONE E SEMPLIFICAZIONE STRATEGICHE”

“Sburocratizzazione e semplificazione – aggiunge Barone – per noi sono strategiche. In un’area Zes come ponte San Valentino a Benevento servono 34 autorizzazioni per far partire un’azienda. È assurdo e incredibile”. “Con Casucci (assessore alla Semplificazione amministrativa della Regione Campania, ndr) ne abbiamo già parlato – prosegue – e prossimamente ci rivedremo anche con le altre parti in causa per mettere in piedi una proposta che sburocratizzi realmente. È necessario anche avere tempi certi. Oggi – insiste – un’azienda che cerca di aprire da zero impiega non meno di 24 mesi e questo significa non fare impresa, fermarsi. In altri Stati, come quelli dell’Est, le autorizzazioni si hanno in un mese”. Rispetto all’attuale situazione di emergenza sanitaria, Barone chiarisce come “una semplificazione aiuterebbe le imprese”.
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6 Novembre 2020
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