Covid, tra una settimana test rapidi dai pediatri in Toscana

Becherucci (Sicupp): "In Toscana è previsto un tampone al giorno per pediatra"
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ROMA – “È stato firmato un accordo collettivo nazionale che inserisce l’esecuzione del tampone tra i compiti del pediatra di famiglia. Ora le varie regioni prenderanno le loro decisioni per far svolgere questa attività e forniranno i tamponi. Per la tempistica dipende dalla velocità delle singole regioni. In Toscana a breve ci sarà una riunione e la previsione è che tra una settimana si possa procedere con i tamponi”. Lo dichiara alla Dire Paolo Becherucci, presidente della Società italiana delle cure primarie pediatriche (Sicupp), fornendo le modalità di esecuzione, i tipi di test che si possono effettuare e la quantità di tamponi disponibili per ogni singolo pediatra.

Il medico potrà fare il test nel proprio studio, attrezzandosi adeguatamente, o nelle strutture messe a disposizione dalle Asl. La nostra perplessità consiste nel far venire un soggetto potenzialmente infetto in un ambulatorio dove ci sono altri bambini. Per questo- aggiunge Becherucci- dobbiamo creare percorsi alternativi e tempi diversi e, in caso di positività, sanificare l’ambulatorio. Dobbiamo dare una mano al sistema e non ci possiamo tirare indietro. Il problema è quanto possiamo fare, perché il numero di tamponi che ci verranno messi a disposizione è basso. In Toscana è previsto un tampone al giorno per pediatra- sottolinea il presidente Sicupp- e se c’è una classe in quarantena il medico non può fare trenta tamponi e non può sostituirsi al servizio di igiene e sanità pubblica. I tamponi messi a nostra disposizione andranno quindi usati in situazioni particolari, per dare una risposta rapida e tranquillizzare sia i genitori che il pediatra. Il discorso sui numeri di test che possiamo fare al giorno cambia se andiamo a farli in strutture messe a disposizione dalle regioni”.

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Per fare ulteriore chiarezza sui tamponi il presidente della Sicupp spiega dove può essere prelevato il materiale per il test. “La cosa che viene fatta più frequentemente è il tampone rinofaringeo, il prelievo doppio nella parte profonda del naso e nella faringe. Un test altrettanto affidabile, più semplice e meno invasivo, soprattutto per i bambini, è quello vestibolare che viene fatto nella parte anteriore del naso. Anche la saliva contiene il virus, però serve un sistema per raccoglierla nei bambini piccoli e a riguardo sono state fatte due proposte. La prima è utilizzare il bastoncino rotondo di cotone dei dentisti, la seconda prevede l’utilizzo di una siringa. Il virus- conclude Becherucci- si trova anche nelle feci e, nei neonati, il campione può essere prelevato da lì”.

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6 Novembre 2020
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