Ex Ilva, duro confronto a Chigi: ArcelorMittal conferma la volontà di disimpegno

Lo apprende l'agenzia Dire da fonti qualificate in relazione al vertice che ha visto il governo confrontarsi per oltre tre ore coi proprietari di ArcelorMittal
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ROMA – Arcelor Mittal ha confermato al governo la volonta’ di cedere la gestione delle aziende dell’ex gruppo Ilva acquisite nel 2018. Non rinuncera’ cioe’ dall’atto di citazione per i commissari straordinari dell’Ilva di Taranto, premessa per la recessione del contratto di affitto dell’acciaieria.

Lo apprende l’agenzia Dire da fonti qualificate in relazione al vertice che ha visto oggi il governo, con il premier Giuseppe Conte e sei ministri, confrontarsi per oltre tre ore coi proprietari di AM Lakshmi Mittal e il figlio Aditya Mittal.

“Un confronto duro, teso”, spiegano fonti consultate dalla Dire.
Azienda e governo si sono dati un lasso di tempo per ulteriori valutazioni. Il governo intende in ogni caso proporre una norma – di cui si discute nel consiglio dei ministri in corso- che consenta di ‘scudare’ a titolo generale, e non solo per il caso specifico dell’Ex Ilva, le imprese impegnate in operazioni di bonifica. Ma la norma potrebbe seguire un iter parlamentare e non dovrebbe essere oggetto, invece, di un decreto del consiglio dei ministri.

In ogni caso la questione non sarebbe piu’ tra le priorita’ di Arcelor Mittal, che oggi a Palazzo Chigi avrebbe messo sul tavolo l’impossibilita’ di seguire un piano industriale in grado di garantire l’occupazione prevista nel contratto con la gestione commissariale. Di qui il disimpegno, confermato nell’incontro con il governo.

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