DDL OBESITÀ. CON OK SENATO ITALIA PRIMO PAESE A RICONOSCERLA MALATTIA
L’Italia è il primo Paese al mondo a riconoscere l’obesità come una malattia. L’aula del Senato, la settimana scorsa, ha infatti approvato in via definitiva il ddl sul contrasto e la prevenzione. Il provvedimento prevede l’istituzione di un fondo per la cura e la prevenzione – circa un milione di euro per ogni anno dal 2025 al 2027, più una quota, che va ad aumentare con il passare degli anni – e di un osservatorio presso il ministero della Salute, che avrà il compito di monitorare l’andamento del fenomeno. Primo firmatario della legge, l’on. Roberto Pella, Capogruppo in Commissione Bilancio per Forza Italia: “Sono molto orgoglioso e felice di poter dare una risposta concreta ai cittadini- ha commentato- La legge sarà fondamentale per avviare iniziative di prevenzione e di sensibilizzazione, anche per ridurre lo stigma e gli episodi di bullismo e discriminazione che, purtroppo, questa malattia porta con sé”.
DDL OBESITÀ. GEMMATO: FONDO CRESCERÀ PROGRESSIVAMENTE DA 2027
“Con l’approvazione definitiva del DDL sull’obesità, l’Italia compie un passo storico: per la prima volta questa condizione viene riconosciuta come malattia cronica, progressiva e recidivante. Ma soprattutto si avvia un vero programma nazionale di prevenzione e cura. Penso ai bambini e agli adolescenti, la fascia più esposta: negli ultimi quarant’anni, a livello globale, l’obesità infantile è aumentata di oltre dieci volte”. È il commento rilasciato alla Dire dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato. “Con questa legge- ha proseguito- vogliamo agire concretamente sul territorio, promuovendo corretti stili di vita, educazione alimentare e attività fisica fin dall’infanzia”. Il Fondo istituito dalla legge, intanto, che crescerà “progressivamente dal 2027, è lo strumento per tradurre questi principi in realtà: percorsi di cura, educazione e sostegno accessibili a ogni bambino, ragazzo o adulto con obesità”.
TUMORE SENO. SCHILLACI: FATTIBILE ALLARGARE PLATEA PER SCREENING
Allargare gli screening per il tumore della mammella, così da includere sul territorio nazionale tutte le donne tra i 45 e i 74 anni. Un obiettivo “fattibile”, ha confermato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, a margine della presentazione della campagna di prevenzione oncologica ‘FrecciaRosa’, sottolineando la necessità di un’attenzione particolare soprattutto verso le fasce più giovani, specialmente “laddove siano presenti anche predisposizioni genetiche che aumentano il rischio di tumori”. Nell’adesione agli screening, intanto, c’è un “divario inaccettabile”, ha aggiunto il ministro, per cui dobbiamo “ampliare l’adesione”.
SCLEROSI MULTIPLA. RIMS: USO DISPOSITIVI INDOSSABILI ANCORA POCO DIFFUSO
Innovazione, inclusione e approccio multidisciplinare: sono stati i temi al centro dell’edizione 2025 di RiMS, il Congresso che si è svolto dal 24 al 26 settembre a Barcellona, con l’obiettivo di “promuovere la riabilitazione come parte integrante del percorso terapeutico nella sclerosi multipla”. “Nell’ambito clinico– ha fatto sapere Giampaolo Brichetto, presidente di RiMS- è sempre più chiaro come il monitoraggio con i dispositivi indossabili sia diventato fondamentale a tutti i livelli. In particolare, emerge come sia possibile prevedere la traiettoria delle patologie nel tempo, e questo è molto importante soprattutto per le patologie croniche”. Un punto fondamentale emerso, però, è come l’utilizzo dei dispositivi indossabili sia “ancora poco diffuso. Da parte di clinici e ricercatori- ha aggiunto Brichetto- c’è ancora una conoscenza non ottimale di questo tipo di tecnologie”.
SALUTE ORALE. UN ITALIANO SU TRE NON SI SENTE SICURO PROPRIA FORZA GENGIVALE
Un semplice morso a una mela può sembrare un gesto banale, eppure per 1 italiano su 3 (32%) non è affatto così: molti non si sentono sicuri nel compierlo. Questo dato mette in luce un aspetto spesso trascurato della salute orale, la cosiddetta ‘forza gengivale’. Nonostante ciò, di fronte a gengive che sanguinano, soltanto 1 persona su 3 (30%) prenderebbe appuntamento dal dentista. La percentuale cresce invece quando si parla di altri problemi: il 60% lo farebbe per una carie e il 46% in caso di placca o tartaro. A fotografare la situazione è una ricerca Ipsos realizzata in occasione del 45esimo anniversario del Mese della Prevenzione Dentale, la campagna dedicata alla prevenzione in Italia, promossa dall’Associazione nazionale dentisti italiani (Andi) e Mentadent.




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