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La cura dei reni cambia passo, dopo anni ecco le nuove terapie

Nuovi farmaci e dialisi a domicilio tra i temi del Congresso Sin a Torino

Pubblicato:06-10-2023 19:49
Ultimo aggiornamento:06-10-2023 20:06
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ROMA – Dal contrasto alla progressione della malattia al miglioramento della qualità della vita dei pazienti, al 64esimo congresso della Società italiana di nefrologia (Sin), in corso a Torino, sono tante le novità per la cura dei reni, un tema importante anche perché le patologie nefrologiche toccano dal 7 al 10% della popolazione. Al congresso Sin, che è cominciato il quattro ottobre e si concluderà domani al centro congressi del Lingotto di Torino, sono state presentate le novità che dopo anni di quiescenza stanno cambiando le terapie sui reni.

I FARMACI

Come quella che prevede l’uso del fineromone, che contrasta la progressione della malattia renale e lo sviluppo delle sindromi cardio-renali. Oltre alle terapie sono a disposizione nuovi farmaci come il Roxadustat, in grado di contrastare l’anemia da malattia renale cronica, una conseguenza della malattia che coinvolge il 90% dei pazienti e che intacca pesantemente la loro qualità della vita.

C’è un’altra novità in questo senso: il difelikefalin è un medicinale in grado di aiutare coloro che soffrono di prurito in seguito a una malattia renale cronica, una problematica che riguarda circa il 40% dei pazienti, soprattutto dializzati. Altre novità di cui si occupa il congresso sono quelle che riguardano la cura delle terapie rare.


Lo spartesan, ad esempio, è una nuova molecola che potrà aiutare le persone affette da glomerulonefriti, una patologia che colpisce i giovani, ed è tra le principali cause di insufficienza renale terminale.

LE NUOVE TECNOLOGIE

Diverse le novità da implementare anche dal punto di vista organizzativo grazie alle nuove tecnologie: oggi curare il paziente a casa è la nuova frontiera del Servizio sanitario. Nella speranza che riesca a migliorare la vita dei pazienti, permettendogli di gestire meglio il proprio tempo, e anche la capacità di cura dei centri dove dovrebbero arrivare solo pazienti che non possono utilizzare la dialisi peritoneale o l’emodialisi domiciliare: “Eppure la diffusione di questa opzione è ancora molto limitata su tutto il territorio, con un dispendio di tempo e risorse”, ha sottolineato la segretaria del Sin Mariacristina Gregorini, direttrice di Nefrologia all’Ausl-Irccs di Reggio Emilia, “ci sono tuttavia alcuni casi virtuosi in Italia che ci permettono di guardare verso nuovi orizzonti di cura. Che è il nostro impegno quotidiano per migliorare aspettativa e qualità di vita dei pazienti, riducendo i costi per il Ssn e rendendo più efficienti gli ospedali, attraverso la creazione di percorsi assistenziali integrati fra ospedali e territorio”.

Le malattie renali hanno bisogno di una particolare attenzione perché colpiscono uomini e donne indistantamente e possono passare inosservati, ha evidenziato Stefano Bianchi, Presidente della Società Italiana di Nefrologia: “I reni sono spesso coinvolti in malattie e condizioni non renali come il diabete, l’ipertensione arteriosa e le malattie cardiovascolari oltre che in alcune malattie sistemiche, in particolare quelle reumatologiche, molto spesso in modo subdolo. I reni, infatti, hanno dei meccanismi di compenso e i sintomi appaiono solo quando la funzione renale si è molto ridotta, almeno sotto al 60%”. 

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