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VIDEO | In Manovra lo stop all’acconto degli autonomi

Lo annuncia Alberto Gusmeroli, presidente leghista della commissione Attività produttive di Montecitorio, intervenendo al congresso dell'Istituto nazionale tributaristi

Pubblicato:06-10-2023 17:31
Ultimo aggiornamento:06-10-2023 17:40
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ROMA – Il governo sta lavorando a una misura da inserire in manovra per abolire l’acconto fiscale per le partite Iva già da novembre 2023. Lo annuncia Alberto Gusmeroli, presidente leghista della commissione Attività produttive di Montecitorio, intervenendo al congresso dell’Istituto nazionale tributaristi. Tutte le attività fino a 500 mila euro di fatturato, spiega Gusmeroli, potranno rateizzare il vecchio acconto da gennaio a giugno del 2024. La norma interessa circa 3 milioni di autonomi. Coglie con favore questo provvedimento Riccardo Alemanno, presidente dell’Int, che confida nella riforma fiscale e nell’impegno del vice ministro Maurizio Leo. “C’è bisogno di semplificare la vita di famiglie e imprese- sottolinea Aleamanno- attrarre capitali e rendere l’Italia un Paese stabile dal punto di vista normativo”.

LEO: “PORTEREMO IN CDM REVISIONE DEL CALENDARIO ADEMPIMENTI

Con i decreti legislativi della delega fiscale il governo intende intervenire con “la revisione del calendario degli adempimenti, sia per le dichiarazioni sia per i termini di versamento”, ha annunciato il vice ministro delle Finanze, Maurizio Leo, nel corso di un videomessaggio al VII Congresso dell’Istituto nazionale dei tributaristi.

L’esecutivo, ha aggiunto, vuole anche “portare in Consiglio dei ministri, per dar corso all’iter parlamentare, una serie di provvedimenti, in particolare quelli che attengono la fiscalità internazionale, per adempiere alcuni obblighi che derivano dalla direttiva comunitaria sulla global minimum tax, ma al tempo stesso individuare un percorso per rasserenare il rapporto tra fisco e contribuente”.


ALEMANNO (INT): “CONFIDIAMO IN RIFORMA, NECESSARIO SEMPLIFICARE

“Confidiamo veramente nella concretizzazione della delega fiscale, a cui daremo sicuramente il nostro supporto. Abbiamo fiducia nel viceministro Leo che è persona di grande esperienza, di grande competenza in materia”. Lo dice il presidente di Int, Istituto nazionale tributaristi, Riccardo Alemanno, a margine del congresso.

“C’è la necessità- continua- di semplificare la vita, ridurre i costi a famiglie e imprese e attrarre capitali dall’estero perché finalmente l’Italia sia un Paese in cui la chiarezza normativa, la stabilità lo rendano attraente per gli investimenti esteri”.

Alemanno poi sottolinea “un risultato che a noi fa molto piacere: quello che anche da parte dei rappresentanti delle istituzioni, di governo e di parlamento sia venuta l’affermazione della professione di tributarista nel panorama delle professioni contabili tributarie del nostro Paese“.

URSO: “FONDAMENTALE PARTECIPAZIONE PROFESSIONISTI SU EQUO COMPENSO

adolfo urso

Sull’equo compenso è stato avviato “il tavolo di consultazione con tutte le associazioni dei professionisti non ordinistici per definire parametri condivisi. E’ fondamentale la costruttiva partecipazione di tutte le associazioni”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un videomessaggio al Congresso dell’Istituto nazionale dei tributaristi.

RUFFINI: “LA SFIDA È NON FAR EVADERE I CONTRIBUENTI”

“La vera sfida non è dare sempre più poteri all’Agenzia delle entrate o alla Guardia di finanza, ma è fare in modo che i contribuenti non evadano. La vera sfida per i vigili del fuoco è che non ci siano mitomani, non la velocità con cui spengono un incendio”, ha detto il direttore dell’Agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini al Congresso dell’Istituto nazionale dei tributaristi. L’obiettivo, sottolinea, è “un fisco che funziona, fare in modo che i contribuenti, grazie alle semplificazioni e ad altri strumenti, si comportino sempre meglio”.

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