Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Su Nuraxi resiste alla crisi: boom di visitatori per il villaggio nuragico sardo

su nuraxi sardegna
Il governatore Solinas: "È un esempio di gestione virtuosa del nostro immenso patrimonio storico e culturale"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

CAGLIARI – Su Nuraxi resiste. Non solo allo scorrere dei millenni, ma anche alla crisi determinata dalla pandemia. I numeri registrati nell’estate 2021 per il maestoso villaggio nuragico di Barumini, Nel Sud Sardegna, si avvicinano a quelli dell’estate 2019, l’ultima pre-covid, come dimostrano i dati della Fondazione Barumini relativi all’afflusso di visitatori negli ultimi quattro mesi. Tra giugno, luglio, agosto e settembre i visitatori di Su Nuraxi, Polo museale Casa Zapata e Centro culturale Giovanni Lilliu sono stati 59.321, contro i 36.654 del 2020. Numeri ancora inferiori allo stesso periodo del 2019 (86.267), ma che dimostrano un evidente trend positivo.

“Una gestione virtuosa che dimostra ancora una volta, pur nelle grandi difficoltà di questi tempi, le enormi potenzialità, anche turistiche, del nostro immenso patrimonio storico e culturale, sul quale vogliamo costruire un nuovo modello di crescita“, il commento del presidente della Regione, Christian Solinas. “Finalmente- sottolinea il segretario generale della Fondazione, Tonino Chironi– dopo un lungo periodo di sofferenza causata dall’emergenza covid, e dai conseguenti Dpcm che hanno determinato prolungate fasi di chiusura forzata dei musei e dei luoghi di cultura, la Fondazione Barumini, strutturata in diverse attività culturali e turistiche, Su Nuraxi, Casa Zapata, Centro Servizi, può guardare con fiducia al futuro. Sono confortanti anche i dati delle presenze straniere, che confermano una buona affluenza da Regno unito, Francia, Germania, Spagna, Svizzera, ed una ripresa significativa delle presenze dagli Stati Uniti e dalla Svizzera”.

Questi dati, dice ancora Chironi, dimostrano un trend positivo ed incoraggiante, “che ci fa ben sperare di poter riconquistare presto quel numero massiccio e costante di presenze per il quale siamo attrezzati, grazie al prezioso sostegno della Regione e del presidente Solinas, che indica spesso in Su Nuraxi e nella Fondazione un esempio virtuoso di valorizzazione delle nostre ricchezze archeologiche in chiave di promozione turistica”.

Nel centro servizi prosegue intanto la mostra Barumini Pompei, allestita con decine di pezzi inediti in collaborazione con il Museo archeologico di Napoli. Un’esposizione incentrata sugli oggetti di uso quotidiano delle popolazioni antiche dei due siti, dichiarati entrambi patrimonio dell’Unesco nel 1997.

“Una mostra progettata con coraggio nel momento più difficile– conclude Chironi- che darà certamente un impulso all’economia non solo di Barumini, ma di tutto il territorio”. Pur tra tante difficoltà, ribadisce il presidente della Fondazione, Emanuele Lilliu, “non abbiamo mai interrotto il nostro lavoro per rendere l’offerta culturale ancora più integrata, e per attivare nuovi eventi e percorsi. Anche la mostra Barumini-Pompei, che resterà aperta al pubblico fino a dicembre, testimonia il nostro impegno costante nel voler portare Barumini, sempre di più, ad un ruolo protagonista nel panorama nazionale ed internazionale degli eventi culturali. I numeri di quest’anno ci confortano e sono dunque un grande incoraggiamento per il nostro lavoro futuro”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»