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Zuckerberg si scusa per il ‘down’ di WhatsApp, Facebook e Instagram. Saviano: “Social di m…”

mark zuckerberg roberto saviano
Il fondatore e amministratore delegato di Facebook si dice dispiaciuto per la lunga interruzione, mentre il giornalista attacca: "È stato meraviglioso stare senza"
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ROMA – Arrivano le scuse di Mark Zuckerberg per i problemi nel funzionamento di WhatsApp, Instagram e Facebook che si sono verificati lunedì in tutto il mondo. “Mi dispiace per l’interruzione, so quanto fate affidamento ai nostri servizi per rimanere in contatto con le persone a cui tenete”, ha scritto il fondatore e amministratore delegato di Facebook.

Intanto però, il ‘down’ globale delle tre popolarissime piattaforme, il più lungo da quando sono state create, continua a fare discutere. Gli hashtag #whatsappdown, #facebookdown e #instagramdown sono ancora trending topic su Twitter, il ‘rivale’ social che non ha riscontrato problemi durante la crisi delle tre compagnie che fanno capo a Facebook, a cui va aggiunto anche Messenger, la messaggistica del social creato da Zuckerberg.

“Ieri per ore l’infernale chat è andata giù. E con lei, per ore, Instagram e Facebook immoti. Non è accaduto nulla di grave: qualche influencer avrà venduto meno stronzate, qualche opinionista avrà postato meno idiozie, non sono inciampato in piogge di fessi e dirette. Vero, potrei non aspettare un crash mondiale. Basterebbe non accedere a queste app“. Lo scrive su Facebook Roberto Saviano.


Ormai, aggiunge il giornalista, “per lavoro e militanza civile, su spinta della vita sei in questi luoghi necessariamente e con l’ingenua utopia di poterli persino cambiare (un’illusione bambinesca). Vorrei non comprare al supermarket, ma è lì che devi andare per comodità e convenienza; vorrei non toccare il denaro, ma è con quello che si vive; vorrei andare in calesse, ma è con l’aereo che si arriva in tempo. Vorrei rinunciare al petrolio ma è ovunque, nei dentifrici, nelle lenti a contatto, nell’asfalto, persino nei pastelli”.

Saviano prosegue: “Scegliere a questo mondo è raramente davvero possibile. Allo stesso modo, so bene d’esser parte attiva del barnum dei social, sono consapevole carne d’algoritmo e sono in grado anche di vedere il bello della mia comunità, la possibilità di raggiungere notizie velocemente, conoscenza molteplice, dibattito costante con i lettori. Non trascuro l’incredibile potenziale“.


Eppure, conclude lo scrittore, “non credo sia un pensiero reazionario dichiarare che è stato meraviglioso star senza questi social di merda. La scelta individuale ci avrebbe costretto all’ansia: ‘cosa staranno facendo? cosa dovrei fare? chi mi starà cercando?’. Il blocco collettivo invece ha sollevato ognuno dalla scelta. Non funzionavano per nessuno. Fine. Semplicemente liberi da chat e social di merda; così terribili, così necessari“.

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